Una vita a foglietti

Pensieri per Sara (Bilotti)

bilotti_saraNoi donne abbiamo uno strano modo di donarci al mondo e solo chi ci guarda con occhi “puliti” riesce a vedere cosa c’è oltre la nostra facciata.

Ho visto Sara Bilotti per la prima volta alla serata della sua anteprima.

L’impressione che ho avuto di lei, è stata come di un regalo che ricevi e che non apri; dentro potresti trovarci di tutto, nel bene e nel male, e pensavo che gran parte del dono l’avrei scoperto attraverso il suo libro. E per questo lo sto leggendo in maniera del tutto opposta a come di solito faccio: poco alla volta. Leggo delle pagine al mattino, mi fa compagnia mentre faccio colazione. Poi esco, insieme con Eleonora, aspetto che venga sera per sapere come andrà il suo appuntamento, come se lei fosse qualcuno che conosco, con cui condivido la mia giornata. Non so perché sto facendo così.

Poi ieri mi è capitato di guardare una sua intervista, credo alla sede del Corriere del Mezzogiorno, e ancora una volta ho raccolto le impressioni che mi ha trasmesso e stamattina mi sono svegliata con una “rivelazione”, come se tanti veli fossero caduti.

Sara durante la prima serata ha parlato poco, relativamente poco per il ruolo che occupava in quel contesto, ma ci ha regalato tanto, forse tutto di sé. Era lì, davanti a noi e ci offriva sentimenti a piene mani. Se volessimo entrare in un contesto “erotico”, potremmo dire che era pronta a donarsi tutta, a tutta la sala, ad ognuna di quelle persone conosciute e non, che erano lì solo per lei: “il centro del mondo”.

Nell’intervista citata, quella dei giorni successivi, tutto è cambiato. Il volto, le parole, erano le stesse, ma si era “completamente rivestita”. Non era più per tutti. La magia di quella serata, di quel momento era finita. Era stato qualcosa di speciale che hanno potuto cogliere e vivere in pochi. Se l’hanno fatto!

Ecco, questa differenza, questa trasformazione che può avvenire in una donna, mi ha fatto capire cosa voleva dire Sara quando chiedeva di non essere letta “come una che parla di sesso” e basta. Concedersi completamente è un gesto quasi eroico, oggi soprattutto, e spesso interpretiamo il sesso come un atto volto a puro piacere. C’è questo, ma c’è molto altro. Non sempre, non oggi, non nella nostra cultura che ci mette troppe altre cose dentro, ma non voglio entrare in quest’ambito ora. Ma per lei, per Sara, sono convinta che sia proprio così. Una donna si dona ad un uomo non quando si toglie i vestiti, ma quando si toglie la maschera.

Anche perché il partner conta tanto vero Sara? La sala sabato ti mangiava con gli occhi, ascoltava per sapere; la signora al giornale che ti rivolgeva le domande, probabilmente aveva “un gobbo” da cui leggere, senza guardarti mai in volto, mai negli occhi… Cosa potevi regalare a chi non ti stava dando niente?

Tornerò. A raccontarti altro ne sono certa, non so se solo alla fine del libro o in corso d’opera: so che avrò ancora da scriverti. A presto

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