Una vita a foglietti

Per un amico

uoInsoddisfatto. La musica parte, la serenità comincia a salire. Un piccolo pensiero cattivo mi vuole ricordare che non durerà molto. La mia tranquillità non dura molto fuori di qui. Dentro queste mura, va tutto molto meglio, non ci sono neanche spigoli, sarà un caso? Qui le cose scorrono, i pensieri hanno un posto dove nascere, fortificarsi e trovare un posto.

Ma fuori? E’ giusto che il caos riprenda fuori da qui? Ma giusto o no, è così.

Eppure le domande mi assillano da anni. Perché è andata così? Questa nuova casa ad un certo punto mi è sembrato il posto dove trovare le risposte, ma, anche se mi ha dato tanta tranquillità, non mi ha aiutato a dare un giusto significato alle mie scelte, alla mia vita.

Uno di quei pensieri cattivi fa uscire anche qualche parola, ma con le note che arrivano, è giusto tacere.

“Perché confondere la vita dentro e fuori…..”

Poche parole, l’accenno ad un’insofferenza che arriva come un vulcano che sta per esplodere, ma che si frena perché non è il momento giusto. Eppure si apre un flash su una vita, un’altra, l’ennesima che mi sfiora e che mi mostra qualcosa che deve sicuramente essere molto evidente a chi ha vissuto un’esperienza e che ne paga o ne usufruisce o qualunque cosa sia, le conseguenze.

Quando una persona ci lascia all’improvviso, nel pieno del nostro rapporto, un figlio in eredità, il segno indelebile di un amore, di una scelta fatta per costruire, cosa accade dentro di noi? Il dolore è personale, forse nessuno racconta mai per davvero cosa prova perché per davvero non lo si può capire. Perché il dolore non è solo quello forte del momento, non è il caos di chi ti circonda. Il dolore è uno strato profondo dentro la pelle. Non incide sulla tua taglia, non ti impedisce di aver fame, di ridere o avere nuovi rapporti, è parte di te. E’ quella cosa a cui pensi dopo 10 15 o 20 anni e credi ancora di aver perso qualcosa che ti ha cambiato la vita, e sicuramente è così. Ma se non fosse successo, cosa avremmo capito di più?

Non  lo sapremo mai perché avremmo vissuto un’altra vita.

Forse quella persona col tempo non ci avrebbe dato tutto l’amore che conoscevamo, potrebbe non averlo retto. Potreste aver scoperto durante il cammino della vita che non eravate in grado di percorrere la stessa strada, potreste aver scoperto delle debolezze che fino ad allora non avevano avuto modo di venir fuori.

Oppure..

Sarebbe stato tutto ancora più bello. Un figlio e poi forse ancora un altro e un’altra, voci gioiose a ripopolare una casa che ha già visto tanti bambini crescere. La gioia di svegliarsi ogni mattina con la persona che ami accanto, vederla cambiare giorno per giorno e ogni nuova scoperta farla diventare una nuova pietra per fortificare la propria storia. Amare ogni ruga nuova e ogni capello bianco che compare, solo perché in ognuno di questi segni c’è la prova che il tempo passa e per voi passa insieme.

O ancora…

Scoprire col tempo di non aver più nulla o quasi  in comune. Che le basi su cui si era poggiata la vostra storia erano di sabbia. E far scivolare giorni e mesi e anni senza avere più la forza di avere progetti, di condividere la voglia di una famiglia che si proietta nella propria vecchiaia e che nello stesso tempo affianca i progetti dei figli. Rancore che cresce, bugie su bugie e poi il nulla dell’indifferenza. E scoprirsi a camminare a fari spenti per non vedere il deserto dei propri giorni.

Questo o altro ancora poteva succedere, ma tu non lo saprai mai.

Quello che vivi è quello che ti spetta, è la prova che devi superare. Non lo so nemmeno se nella tua mente ci sono gli stessi pensieri che ho visto io. A volte non sono nella mente ma nel cuore e si vivono in maniera diversa. Ma di fondo cosa possiamo fare se non prenderne atto…..

Io non lo so che vita hai fatto e quale fai. Mi dici che non è quello che volevi, che forse hai sbagliato le tue considerazioni e le tue scelte, ma da dove sono partite le motivazioni che ti ci hanno portato? Il tempo ci rivela spesso se quello che abbiamo fatto è giusto oppure no, ma quando si prende una decisione, non si ha modo di sapere prima cosa ci porterà. Il rischio fa parte del gioco, per questo io sono convinta che tutto quello che possiamo fare per non cadere nei rimpianti, è di decidere, in quel momento, solo quello che le nostre conoscenze, i nostri sentimenti e i nostri desideri ci dicono in maniera predominante. Altro non possiamo fare. Ad ogni incrocio le strade vanno in qualche direzione, forse ci portano alla stessa meta finale, ma il viaggio potrà risultare molto diverso.

Amo il gioco e spesso dico che il destino può darci delle carte più o meno belle, ma la capacità di saperle giocare spetta a noi. Osare o lasciare la mano, è la decisione che prendiamo noi. Senza rimpianti, anche perché, quello che abbiamo scelto o quello che ci è capitato, poi non lo possiamo più cambiare e non sapremo mai nell’altra busta cosa c’era.

Vivere è l’unico compito che ci spetta. Ed è anche la cosa più bella e difficile che ci possa capitare.

Rispondi