Una vita a foglietti

Rassegna al CUC – Compagnia Teatro Stabile “La Locandina”

CUC 3 CUC 5Dall’articolo di Vivimedia

Per la seconda serata della Rassegna Comico Teatrale 2015 che si tiene nei locali del Club Universitario Cavese, gestito dalla sempre gentile e attenta Annamaria Garofalo, si è esibita giovedì 11 giugno la Compagnia del Teatro Stabile di Pagani “La Locandina”, portando in scena “Una più del diavolo”, liberamente tratto dal testo di Molière “Monsieur de’ Pourceaugnac”.

La serata si preannuncia movimentata, è bastato sedersi per un po’ in una posizione diversa dal solito, avere di fronte le sedie della sala, tutte con nomi prenotati sugli schienali, nomi che poco alla volta diventavano persone, assumevano contorni reali, fino a dare un quasi esaurito che ha davvero reso felici gli attori e la Direttrice artistica Geltrude Barba, che non lesina il suo impegno quando si tratta di sponsorizzare il “mondo teatro”.

Ma il palco si anima, le luci si affievoliscono e una visone celestiale ci appare: Gennarino.

La storia narra di una giovane, che è promessa in sposa dal padre ad un ricco e cafone signorotto anziano di paese, ma “ovviamente” è già pazzamente innamorata di un altro ragazzo spiantato e bello e con lui tenterà con ogni mezzo di sottrarsi al crudele destino.

Chi è dunque Gennarino (Renato Giordano)?  È un angelo mandato da (Peppe Delfino) Dio stesso, che ammira tutto lo svolgersi delle vicende dall’alto della sua potenza, commosso dalle preghiere di Addolorata (Giovanna Tortora), la promessa sposa, di Lorenzo (Alfonso Tortora) suo amato, che nonostante l’aiuto di Crocifissa (la cavese Valeria De Pascale), davvero intensa e brava in un ruolo che riesce a far diventare dominante, non riesce a far desistere il padre Don Ciccio (Raffaele Tortora) dal dare in sposa la figlia a Don Catello (Carmine De Pascale, regista).

Gennarino si trova così coinvolto non solo nella vicenda amorosa dei giovani, ma a sua volta diventa oggetto dell’attenzione di Crocifissa, zitella a tutti gli effetti con storie di abbandoni e gelosie alle spalle.

L’obiettivo che si prefiggono è di creare situazioni di caos ed equivoci, facendosi aiutare da un confuso mondo di streghe, Afa e Nanà (Monica Civale e Maria Rosaria Argentino), con tanto di apprendista stregone Giosuè (Giuseppe Di Maio). Prenderanno di mira Don Catello, facendogli subire angherie e violenze fisiche, che mineranno molte delle sue certezze durante la visita nella città di Napoli, dove avrebbe dovuto invece incontrare la futura sposa. Le streghe sono inquietanti nell’abito unico che le mostra quasi come un mostro a due teste, mentre Giosuè è un ragazzo dalla voce possente,con un braccio nascosto che, con riti propiziatori continui e ovviamente impacciati, divertenti ed esagerati, cerca di carpire i segreti dell’occulto e nel frattempo “maltratta” lo straniero.

In questo cocktail di incomprensioni, primeggiano i ruoli di Gennarino e Lorenzo quando, con abiti da suore, danno vita ad un duetto davvero magnifico, dove il cambio delle voci, la mimica e la recitazione, diventano momento significativo della serata. Il modo di abbindolare don Catello, la recitazione di Addolorata che si finge donna di facili costumi per essere ripudiata dal vecchio pretendente, divertono la sala che non risparmia applausi.

Ovviamente tutto finisce, apparentemente, come si immagina: Addolorata sposerà Lorenzo, Don Catello ritornerà al suo paese deluso e mortificato nello spirito e nel corpo e…. e Gennarino e Crocifissa?

Essendo una creatura celeste, non può avere desideri materiali, ma il suo amore è talmente grande da convincere un Dio, molto poco “fiducioso”in verità, a dargli la possibilità di consumare il suo amore e dunque di rimanere sulla terra. Ma. C’è sempre un ma.

La sorpresa sarà proprio lì, in quell’abbraccio che sancisce la fine dell’amore platonico e l’inizio di quello materiale. La sorpresa sarà dura da accettare, perché, dopo i grandi momenti di promesse e di aspettative, si prospetta la dura realtà: l’amore può diventare un “inferno”.

La commedia è risultata ben strutturata, la compagnia ha un passato di  lunga esperienza e Carmine De Pascale è persona che sa cosa vuole quando si trova su un palco! L’abbiamo notato anche nei saluti finali, quando, presentando con molto orgoglio i propri attori, non ha risparmiato per nessuno di loro una battuta altrettanto divertente: uno spettacolo nello spettacolo. Nella sua nota di regia sottolinea la voglia di miscelare teatro tradizionale e non sense sotto tutti gli aspetti, dal linguaggio ai costumi e alle situazioni che vanno via via creandosi, con l’obiettivo, che noi crediamo sia stato ampiamente raggiunto, di regalare una serata all’insegna del puro divertimento .

Ringraziamenti non possono mancare anche allo scenografo, Michele Dell’Università, che ha dovuto fare delle modifiche al progetto originale, alla costumista Filomena Pepe e al tecnico audio Marika Dell’Università, che ha “spento/acceso molti interruttori”.

Ancora una volta il teatro ha riscosso il tributo che merita. Il lavoro di chi si è impegnato è stato premiato, ma lo è stata anche la curiosità di chi si è voluto dedicare una serata in allegria.

Insomma, vale proprio la pena di ritornare alla Rassegna, o venire a scoprirla, al prossimo appuntamento, venerdì 19 giugno, sempre alle 21.00.

 

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