Una vita a foglietti

Rassegna Sipario d’inverno – Compagnia “Il Prisma”

siparioAncora E. Scarpetta l’autore preferito dalle Compagnie amatoriali che si esibiscono sul palco del C.U.C. alla Rassegna “Sipario d’inverno”. In scena la commedia “Tre pecore viziose” rappresentata dalla Compagnia teatrale “Il Prisma” di Vietri sul Mare, con la regia affidata alla dottoressa Antonella Raimondi.

La serata aveva il compito di riportare entusiasmo e qualità sulla scena e doveva esserne certo Pietro Paolo Russo, nei panni di padrone di casa e in rappresentanza di P. & P. Friends che organizza la manifestazione, il quale, ancor prima della rappresentazione, ha definito la Rassegna come la Prima, affermando che, avendoci preso gusto, sicuramente l’esperienza avrà un seguito e quindi ce ne sarà una seconda e poi…

E niente di meglio che l’esperienza di questa Compagnia poteva riuscire nell’intento. Gli attori infatti si esibiscono da oltre trent’anni, sono praticamente cresciuti insieme e quindi la conoscenza non solo dei ruoli, ma dei tempi e delle caratteristiche dei vari interpreti sono risultati determinanti per l’ottima riuscita dello spettacolo.

La storia riporta sulla scena un vecchio conflitto: l’uomo è cacciatore o vittima? La donna è a sua volta vittima o tiranna? A guardare donna Beatrice (Maria Grazia Apicella), non avremmo dubbi a definirla tiranna. Imperiosa, forte, padrona del palco e della sua vita, riesce a tirar fuori un perdono insperato, quando si accorge del tradimento del marito Fortunato (Fernando Russo), del fratello Camillo (Nicola Rumolo) e di Felice (Giuseppe Avallone),marito della nipote Virginia (Mimma Procida). I tre uomini in questione intrecciano relazioni amorose con Rosina (Annamaria Cardamone), Mariuccia ( Maria Luisa Centanni) e Giulietta (Maria Giovanna Moscariello) dando vita a equivoci, spiate e malelingue tipiche del mondo napoletano

In questa farsa si ripercorre il vecchio clichè dell’uomo che è “vero uomo” solo se riesce a intrecciare relazioni extraconiugali, e della donna che nutre la segreta speranza di “sistemarsi”, e questo desiderio giustifica anche la scelta dell’uomo “anziano ma serio”.

Gli intrecci soliti della commedia napoletana, sono ampiamente arricchiti con il bambino messaggero Carluccio (Davide Rumolo), dalla cameriera Bettina (Anna Barba), splendida nell’impersonare quel ruolo che appare secondario sia nella vita che sulla scena, ma che assume un’importanza determinante quando interviene nella vita dei “padroni”. Testarda Concettella (Federica Della Monica) giovane figliola di don Camillo, che pretende di scegliersi il futuro marito Errico (Salvatore Marciano), che è parso la vera maschera napoletana. Di lui ci siamo chiesti com’è senza il trucco di scena o se quell’espressione gli appartiene davvero nella vita. Stupendo! Altro personaggio comico, è don Matteo (Michele Siani), balbuziente padrone di casa, ma in subaffitto, delle giovani donne. Ma in una sceneggiata napoletana, il cattivo non può mancare, ed ecco che fa il suo ingresso Ciccillo (Francesco Siani), spasimante respinto e che crea la giusta suspence sul finire della commedia. A lui il ruolo deve essere piaciuto particolarmente, visto che ha abbracciato l’abito di scena molto prima della sua comparsa e non credo che l’abbia lasciato facilmente dopo!

L’unica cosa che ci è dispiaciuta della serata è che sia finita in fretta. Davvero c’è stata una partecipazione corale da parte di tutti gli attori che ha permesso di creare un’atmosfera intrigante, di complicità tra palco e sala, dove a volte non partiva l’applauso, non per mancanza di riconoscimento,  ma per timore di perdere la battuta successiva. Difficile trovare un divario tra le varie performance. Tutti si sono rivelati all’altezza e questa grande qualità ha creato un risultato davvero piacevole. Dalla forza di Beatrice al timore di Fortunato;  dalla voglia di libertà e dignità di Virginia, alla praticità di Felice che bada al “piatto in tavola”, insomma tutti hanno trasmesso le emozioni di vite in comune, di desideri inespressi, di sogni da realizzare.

La commedia ci regala ore di distrazione, di divertimento, ma alla fine ci riporta sempre alla realtà.

Quante “pecore viziose” abbiamo conosciuto, quanti Felice Sciosciammocca abbiamo visto aggirarsi nei vari salotti, quante donne hanno abbandonato la speranza di un amore per una sistemazione comoda!

Questa è la vita e questa è la commedia.

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