Una vita a foglietti

Razzismo, immigrazione e colpe.

l43-immigrati-meridionali-120727190640_bigSi sta parlando troppo di immigrati perché troppi ne stanno arrivando. Il malcontento dilaga, ma non chiamateci razzisti. Noi ci chiediamo: siamo pronti a trasferire i problemi di un continente in un altro? Come faremo ad accogliere ed aiutare tante persone se molti di noi hanno già tante difficoltà?

E poi, perché noi dovremmo subire la loro eventuale violenza? E’ vero che non sono tutti uguali, come non lo siamo noi, ma se per noi è un dovere rispettare gli altri, chiediamo agli altri di rispettare noi, il nostro territorio e la nostra libertà.

Se poi dobbiamo pagare per la libertà che i nostri politici, e quelli europei e americani e russi hanno tolto agli immigrati allora è un’altra storia. Dovremmo dar loro indirizzi diversi.

Quella burocrazia che condanna giornalisti per dei termini “offensivi” e lascia liberi coloro che violentano i nostri spazi e la nostra vita, ha qualcosa in sé di mostruosamente ingiusto. E se ci ragionate su, scoprirete che c’è chi mostra la faccia piangente di un bambino e chi quella della violenza degli stranieri. Stiamo parlando di realtà diverse? No. E’ la stessa storia raccontata da voci diverse, è la solita stessa medaglia che ha due facce, e l’una non esclude l’altra.

Smettiamola di essere ipocriti, smettiamola di scaricare su chi ha già problemi per mettere un piatto a tavola il peso di un’accoglienza che si vorrebbe fare ma con dignità. A chi conviene avere tutta questa mano d’opera che arriva a costo zero? A chi li sfrutta pagandoli poco o niente, a chi li tira dentro giri di delinquenza e poi i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi tutti quanti. Dietro questa gente ci sono problemi che l’economia mondiale ha voluto generare, e che nascondono dietro richieste di umanità.

Smettetela di dare priorità agli interessi, alle ricchezze, alle armi e questa gente potrà vivere nella propria terra, con le proprie tradizioni, con la propria storia, senza dover essere giudicato e senza dover giudicare quella degli altri.

Siamo come sempre ipocriti e questo ci porterà alla rovina. Mentre gli immigrati arrivano sui barconi sulle nostre coste, noi facciamo debiti per permettere ai nostri figli di avere occasioni fuori da quest’Italia.

Ma la Terra è tonda, se fai il giro torni al punto di partenza e quello che hai lasciato sarà lì ad aspettarti.

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