Una vita a foglietti

Sabbia nera – Cristina Cassar Scalia

Il genere noir, il poliziotto caparbio, la squadra sgangherata ma efficiente… va molto di moda.

Con “Sabbia nera” di Cristina Cassar Scalia (Einaudi Stile Libero) il commissario diventa una lei, Giovanna Guarrasi, e si aggiunge la figura dell’inossidabile Patanè, poliziotto in pensione, ma con la professione nel sangue per sempre.

Gli elementi per un poliziesco ci sono tutti. L’ambiente catanese, la vita social, la storica corruzione, il dialetto evidenziato, l’eruzione dell’Etna, la cucina e le nuove tendenze, fanno di “Sabbia nera” un libro attualissimo. Davvero non manca niente, è un dolce ben riuscito, dalla forma perfetta.

Un libro che è un giallo ma che allo stesso tempo vuole dimostrare delicatezza. Ogni scena, ognuna delle storie di cui si parla è triste ma mai tanto da farti intristire, una morte è tremenda, ma non sei obbligato a sentirla fino in fondo quella sofferenza. Il finale, non quello della Guarrasi, ma di una bambina, c’è ma non viene proprio detto, si lascia “all’immaginazione”. Un libro protetto lo chiamerei quasi.

In realtà, io ho avuto l’impressione che tutta questa storia ne volesse raccontare un’altra. Forse una di quelle che sembrano più banali o che durerebbero molto poco, troppo poco per giustificare un libro. Ma lo spunto io lo trovo davvero meritevole di sottolineatura.

Mi sono segnata due passaggi. Uno è la descrizione di una tragedia. In quelle poche righe c’è tanto. È l’episodio che ti cambia la vita, è la decisione per una carriera. Quel dolore, quella violenza, quell’ingiustizia, quel bisogno di giustizia mi è parso più vero di tutte le altre vite sofferte che pure rientrano nella storia. Perché, come ci ricorderà l’autrice in seguito, quei momenti tornano e provano ancora una volta a cambiartela la vita, perché ti sono entrati nel sangue, nutrono le tue cellule, avvelenano il tuo corpo. Finché glielo permetti.

Perché deve arrivare un momento in cui si dice basta. E in un giallo “basta” lo dice un colpo di pistola, un gesto definitivo non solo per chi lo subisce ma per chi lo compie.

Perché fare del male non è un reato che cade in prescrizione: la colpa, come il dolore, segna per sempre.

One thought on “Sabbia nera – Cristina Cassar Scalia

  1. casasenatore

    Per fortuna, nella maggioranza delle vite, quei dolori che entrano nel sangue, che nutrono le cellule e avvelenano il corpo, trovano altre strade per farci sopravvivere, che non sono il colpo di pistola…

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