Una vita a foglietti

Scuola, manipolazioni: la storia si ripete.

scuolaStamattina ho letto un messaggio ricevuto da un’amica nella serata di ieri, ma di cui non mi ero accorta. Un’amica insegnante. I toni non erano gradevoli, perché veniva da un incontro con colleghi e la sua delusione mi ha spaventata.

Lei è persona leale e corretta, una di quelle che ha al primo posto il rispetto degli alunni, dell’insegnamento e della scuola. Non compromessi, non chiacchiere.

Ora mi dice che i suoi scontri quotidiani con il corpo docente l’hanno sfinita, delusa e sa che, se passasse la riforma di Renzi, se la vedrebbe nera!

Io sto leggendo il nuovo libro di Scurati, quello che inizia con il “no” di Leone Ginzburg al fascismo! Di come si sia rifiutato di contribuire alla formazione di nuove masse di studenti asserviti ad un potere.

E mi trovo davanti a queste considerazioni.

C’è un inizio per la fine.

La difesa di una scelta che dovrebbe premiare la meritocrazia (perché chi, più del preside, deve conoscere pregi e difetti del suo corpo insegnante?) mi fa venire i brividi.

E se il preside non amasse la meritocrazia ma il servilismo? Se lui stesso non volesse e non potesse difendere scelte di qualità, ma solo avere persone disposte a fare ciò che vuole lui o chi gli ha conferito tanto potere? Leggiamo di professori che chiedono addirittura prestazioni sessuali in cambio di esami, sfruttando il loro ruolo, immaginiamo cosa potrebbe succedere di fronte ad un vero e proprio lavoro? E non si scandalizzino i moralisti: queste cose non le ho inventate io.

Siamo ad un punto importante della Storia.

Mussolini voleva un paese con tanti giovani perché la crescita demografica accresceva la potenza della nazione. Lui voleva nuovi corpi da portare in guerra, non nuovi esseri da aiutare a crescere. Eppure molti ricordano i soldi, gli aiuti, i riconoscimenti a chi aveva decine di figli, famiglie che avevano colto l’occasione o l’invito, senza pensare a cosa poteva o voleva significare quell’incoraggiamento alla riproduzione “animalesca”.

E oggi?

Questo personaggio che decide di fare cose e che annulla chi gli si mette contro, questo intruso che non ricorda nemmeno di non essere stato votato (Matteotti fu ucciso dopo aver denunciato i risultati di un’elezione, allora almeno le facevano!), oggi cambia a suo uso e consumo leggi e modi di vivere, con la sfacciataggine del padrone che può tutto e chi non è con lui, è contro di lui.

Meditiamo su questa figura! Nascosto da un partito che ha dimenticato valori e principi, sta dando credito e opportunità a chi dovrebbe scomparire dalla scena pubblica. Lui in primis. Di ogni situazione prende solo quello che vuole, certo che non permetterà il confronto vero e quindi le sue parole diventeranno automaticamente anche le “sue” ragioni. Sempre. E di esempi ce ne sarebbero tanti, come quello della legge sulla sospensione dei vitalizi che si vanta di far sapere che altri non hanno votato. Non potevano, perché la legge di cui tanto si è lavato la bocca, ha solo buttato fumo negli occhi a chi non sa che, tra ricorsi e “tarantelle varie”, tra un po’ di tempo avranno di nuovo tutto e pure gli interessi. Mentre lui non ha voluto votare una vera legge che non permettesse più a dei ladri condannati, di continuare a vivere sulle nostre spalle. Per non parlare dei finanziamenti ai partiti che continuano ad essere il nostro cruccio e la loro zuppa! Vogliamo continuare? Con giornali e  TV che raccontano ciò che devono e non sempre ciò che è.

La storia si ripete.

Oggi leggiamo con sdegno ciò che anni fa ha portato alle guerre, all’olocausto, alle infinite tragedie e ci chiediamo come abbiano potuto non capire i nostri genitori, i nostri nonni, ciò che veniva manipolato per il bene di pochi con la distruzione di molti?

E oggi? Con quali occhi guardiamo questa storia che si sta scrivendo sotto i nostri occhi e che noi facciamo finta di non saper leggere?

2 commenti su “Scuola, manipolazioni: la storia si ripete.

  1. Pippo

    Complimenti per la semplicità d’esposizione di pensieri non facili da intendere. Io credo che il nostro capo del governo non è il nostro, e non è nemmeno del governo, che è gestito, nelle fasce più vicine alle spartizioni di capitali statali, da “entità” negative che con la società civile non hanno nulla da “spartire”. Le persone civili, (formiche tranquille e lavoratrici) subiscono un incaprettamento psicologico programmato, chiedo scusa per il violentissimo termine, e si strangolano da sole , per sfinimento. Credo che le persone civili, quelle che supportano la vita e la sua equa spartizione in questo mondo,quelle oneste, quelle buone, stanno entrando , inconsapevolmente, in un recinto, solido, ben costruito. Accadrà d’essere nutriti e abbeverati come somari che trasportano, il peso di una ricchezza che non gli appartiene. Saremo costretti a lavorare come schiavi se non ci rifiutiamo, presto, di entrare in un recinto che non ci lascerà più uscire, che ci annichilerà, che ci distruggerà nel corpo e nei sentimenti.
    Pippo Cangiano

    1. Paola La Valle Autore

      Il terrore è proprio quello. Leggendo libri di storia, mi sembra di rivivere quelle atmosfere in cui tutto veniva programmato in alto e giù, in basso,”credendo di scegliere”, ci avviamo nel recinto che tu hai felicemente e tragicamente descritto!

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