Una vita a foglietti

Un cammino lungo 100 anni

centoIn questo 2015 ricorre un centenario importante: l’inizio della “grande guerra”. Non parleremo di storia, ma di qualcuno che è nato in quell’anno e che di storia ne ha avuta tanta da raccontare…

Ci sono vite che definiamo “spezzate”, perché si interrompono in un momento in cui non siamo certi che abbiano compiuto tutto il loro cammino; altre invece, più raramente, accompagnano il percorso di tante persone intorno a loro, in un periodo lungo, lunghissimo, ma che non sembra mai abbastanza.

Ieri abbiamo salutato una vita così e tra le parole di chi ha celebrato la Santa Messa, una mi ha colpita particolarmente: testimonianza.

Le nostre vite restano in funzione di ciò che siamo in grado di lasciare su questa terra. Non beni materiali, non ricchezze facilmente dissolvibili. No. Testimonianze di principi, di affetti, di regole e di rispetto.

Io non ho conosciuto il signor Antonio Salsano, ma il suo insegnamento mi è arrivato lo stesso.

Mi è stato regalato dagli occhi di Samantha, dal suo modo di parlare di lui, dai racconti sull’ammirazione per un uomo d’altri tempi ma colto forte rispettoso efficiente. Ecco la sua testimonianza. Non parole, non proclami ma pratica di vita. Quando dopo cento anni scopri che quello che è stato detto, soprattutto è stato fatto! E quando chi ti sta accanto continua negli anni a dover riconoscere la verità del tuo dire, la consapevolezza del tuo fare, allora sei un uomo vero. Non so se giusto, ma un uomo coerente spesso ha anche motivo di avere ragione. Non fosse altro per la forza che trasmette nelle sue azioni.

Questo è stato il regalo di una domenica di luglio. Uno dei tanti quotidiani.

Ogni giorno ne riceviamo qualcuno, anche quando non ce ne accorgiamo, anche quando non sembrano regali ma dolori. La vita insegna e noi abbiamo da imparare, per questo ogni lezione è un dono.

Se poi ti capita di fare un sogno la notte successiva, forse è solo la normale elaborazione di ciò che di nuovo hai appreso.

Una famiglia riunita, quasi in posa davanti ad uno specchio. Tutti si guardano e in quelle persone ancora giovani  solo in alcune c’è un rimpianto. Ci si chiede perché non possono più essere così.

La risposta è semplice: non c’è stata coerenza e non c’è stata verità. Gli unici ingredienti che saldano le persone, che rendono i legami indissolubili. E non ci sono parole e non ci sono speranze che permetteranno lo scatto di quella fotografia sognata e mai impressa su nessuna pellicola.

Ma è un sogno, come la vita in fondo. Puoi decidere di viverla, di svegliarti, di sognarla soltanto.

La cosa importante è che decidi tu.

Rispondi