Una vita a foglietti

Un giovane vecchio compleanno

disegno-di-bubu-festa-torta-di-compleanno-coloratoPer te sono 53; ti avvii un anno avanti anche se siamo cresciuti insieme e abbiamo frequentato le stesse scuole.

Siamo superstiti di una vita di amicizia, di conoscenza, di scoperte. Siamo amici.

Da quelli che erano i presupposti nessuno avrebbe detto che ci saremmo ritrovati sempre su dei banchi, ma questa volta di una Chiesa.

Paola e Marco, a cui proprio due giorni fa si è unito Lucio, un altro pezzo della nostra vita. Un caso? No. Non è mai per caso. La lunga chiacchiera con don Antonio, il riconoscere il valore delle amicizie che si stringono da bambini, quando c’è solo il piacere di stare insieme e nessuno di quegli interessi che poi rovinano le storie degli uomini e quelle del mondo.

Non so se mi piace più pensare a quegli anni andati, quando tutto era occasione per nuove conoscenze o essere sorpresa di questo nuovo inizio che ci ha consegnato persone completamente rinnovate.

Quanto è cambiato il Marco ribelle degli anni 70 rispetto al padre e all’uomo che conosco adesso?

Quando nella nostra adolescenza abbiamo discusso della Parola di Dio, a differenza di come facciamo oggi?

Oggi che ascoltiamo le omelie di don Antonio che sembrano leggere nelle nostre vite e darci ogni domenica una risposta nuova. Oggi che ci raccontiamo del nostro modo di affrontare la vita, i sogni che ancora abbiamo, la voglia di pace che è l’unica cosa che veramente può dare un senso alle nostre esistenze.

E ci ritroveremo oggi a bere una birra per i tuoi giovani anni e a salutarci per il tuo imminente viaggio in quella terra che è la tua seconda casa; il luogo della pace, la terra dell’ascolto, dell’accoglienza e di quelle piccole semplici cose che fanno la differenza con lo stress del nostro vivere quotidiano.

E questo saluto ha proprio l’obiettivo di augurarti il meglio. So che la tua ricerca non è finita, so che il percorso è ancora ricco di insidie, ma so che non ti spaventano le incertezze della vita.

Ciò che ti potrebbe intimorire sarebbe non essere te stesso, fermarti ad un incrocio senza sapere più dove andare e come andare. Ma tu non ti arrestare. Prosegui sempre. Gli incroci ci obbligano ad una pausa non ad una fermata. Rifletti e poi fai ancora un passo: uno dopo l’altro arriverai alla tua meta. Auguri.

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