Una vita a foglietti

Un libro, uno spettacolo, una storia che si ripete…

gruppo 1Centro Sociale a Pastena, altra serata di presentazione del libro Diario di un re e di cento rose,ma soprattutto serata di teatro. Il quartetto è sempre lo stesso: Carmela Novaldi alla regia, Franco Bruno Vitolo come collaboratore amico indispensabile, Paola La Valle, autrice del libro e Antonello De Rosa, protagonista di tutto.

Parliamo ancora del libro, ancora parliamo di Edipo e ritornano le musiche della festa, la gioia del matrimonio, il piatto integro che annuncia la sventura. Ci sono di nuovo i soldati, la follia di Giocasta, con una Carolina che diventa “sempre più pazza” ed è sempre più splendida; la rabbia e il dolore di Edipo, con un Alessandro che riempie palco e sala con lo sfogo della sua rabbia, mentre lotta contro un destino segnato che segna la nostra vita.

Carmela, elegante, bella ed emozionata, racconta le scene e loro prendono vita. Io che le ho scritte le ritrovo, identiche e diverse. Sono loro, i miei ragazzi, me la concederanno questa appropriazione spero. Mi batte il cuore come se non avessi mai sentito quelle parole che invece conosco praticamente a memoria, come se non ne avessi visto la nascita e la crescita. Ma non importa quanto mi appartengano, conta cosa mi regalano ogni volta che vedo quei personaggi ritornare dal passato, per raccontare un presente ancora pieno di dolore, di intrighi, di bisogno di colpevoli.

Quando Franco ci riporta sul palco, in diretta, rimetto i piedi per terra. Il diario, le cento rose, Edipo e il suo complesso e quello nuovo, contemporaneo E-dopo?

E dopo c’è lei.

Mi è bastata lasciarla solo per poche ore di prova e me la ritrovo di nuovo trasformata. Jennifer arriva in frac. Splendidamente in forma, umanamente carica, profondamente rinnovata.

Ma i suoi tacchi, le sue vestaglie sono identiche. A ricordarci che di Jennifer ce n’è una esteriormente, è dentro che se ne trovano migliaia.

Dal pubblico squilla un telefono inopportuno e parte anche una conversazione: un sorriso mi fa pensare che è proprio vero che dovunque si aspetta la telefonata di Franco.

I figli delle stelle tornano a ballare nella discoteca dell’incontro; il telefono che squilla, ma è il marocchino che chiama, un’altra volta, puntuale “comm a mort”; la solitudine di Jennifer che la costringe ad umiliarsi alla ricerca di una momento di conversazione in più…; quella sigaretta accesa nervosamente, passi pesanti e uno sguardo che racconta altro.

E la radio? Possiamo dimenticarla? No, non si può e una Rossella magnifica torna a cantare per la solitudine di  Jennifer, per tutti noi, che ci facciamo trascinare dalla sua voce, dalla sua interpretazione.

Antonello aveva confessato a tutti, poco prima, che Jennifer purtroppo, o per fortuna non si capirà mai, si è impossessata di lui. Lei  gli ha trasmesso tutte le sue angosce, le sue frustrazioni, la sua solitudine, la sua voglia di vivere e le sue paure, ma Antonello oggi ricopre tutte queste emozioni con il velo delle sue di esperienze. E dopo un cammino lungo venti anni, lo spessore è decisamente cambiato.

gruppo 2Poteva poi mancare la scena della barba? E chi rivedo sul palco? Quella nuvola rossa, quella rosa nella mano che non ho mai dimenticato dopo averla vista la prima volta, in una penombra che mi aveva regalato la sua forza, la sua presenza, la sua determinazione ad affermare l’animo della donna: Simona. Quello specchio preciso che riflette alla perfezione i gesti di una Jennifer barbuta che tenta di liberarsi della corazza che la rende “diversa”, cercando di far venir fuori tutto quello che Simona è: una splendida donna.

La droga Jennifer comincia ad avere effetti . Rivedo anche Annalaura alias Anna, la vicina di Jennifer. È da sempre stata magnifica in questo ruolo difficile, intenso, soprattutto messo direttamente di fronte a quel mostro di bravura che è il maestro De Rosa – Jennifer. La cattiveria che dimostra a quest’ultima nel non concederle la telefonata che aspetta è una cosa che fa male al nostro di cuore, come se l’avesse negata a ognuno di noi.

Ma non c’è più tempo di pensare ad Anna. Antonello cambia le regole e quel Franco che non ha mai realmente chiamato, lui lo chiama in causa. Per una volta sarà costretto a farla quella telefonata. Ma solo per regalare un addio. Lo strazio è potente, Jennifer ascolta le telefonate di tutti, il loro dolore le arriva come una scarica elettrica, il volto è deformato per quel voltaggio insopportabile di malessere, un incendio che lo colpisce in pieno e alla fine restano solo ceneri. Un colpo e poi uno squillo ancora…


gruppoMax, Pasquale, Lucia, Camilla, Ludovica, Gerardo, Antonio, Marco, Mirella, Antonella, Gian Maria, Maria, Mario, Maria Agnese, Laura, Caterina, Martina, Daniela, Brunella
oltre ai già citati e spero di non averne dimenticato nessuno, sono state tutte le ossessioni di Jennifer e ancora altro: sono la continuità di Antonello e lui li tiene tutti intorno a sé, abbracciandoli con gli occhi pieni di gratitudine e affetto.

Ma c’è un’altra cosa che stasera Antonello aggiunge. Un saluto a Pasquale, la persona che ha definito i contorni reali di un Franco idealizzato da sempre. E allora quello sguardo diverso spiega il significato di un nuovo corso della vita. L’attesa è pensiero, l’amore e la convivenza sono realtà. E Jennifer – Antonello, sa che delle radici stanno prendendo piede e chissà come cambieranno la storia futura, quali nuove paure e speranze dovremo vivere.

gruppo 3Per ora  ci salutiamo. Un’altra serata è finita, un’altra storia è stata raccontata e per rispetto, le storie non si abbandonano mai.

 

 

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