Una vita a foglietti

“Un viaggio nel tempo” a passo di danza

IMG_20170530_220254Sono anni che sento parlare in famiglia della grande passione che le mie cognate e le rispettive figlie, hanno per il ballo. Sento e finalmente vado anche a vedere.

L’occasione è il saggio di fine anno dell’AMC Associazione Maestri Cattolici di cui fanno parte, presso il Palazzetto dello Sport a Nocera Inferiore.

L’atmosfera quando arriviamo è da stadio: svolazzanti pon pon di carta, striscioni e tanto fiato a sostenere le allieve di ogni età che si apprestano a dare vita alla serata.

Scopro presto che non è la prima volta solo per me, ma anche per la presentatrice: Carmela Novaldi. Si riaccendono parentesi di tante serate vissute insieme, anche se ora la mia “signora in rosso”, e lei mi capirà, indossa un delicato abito rosa antico, ma porta in dotazione la solita voce forte e la padronanza che l’ha sempre contraddistinta.

Scopriamo con lei le rappresentanti dell’Associazione, il Presidente Lucia Amendola e il vice presidente Annamaria Astarita, ma non ci svela un altro nome: quello della responsabile dei gruppi che si esibiranno da lì a poco. E per rispettare la sua scaletta, mantengo il segreto anche io.

Il titolo della serata è “La macchina del tempo”.

Viaggiare nel tempo è uno dei tanti desideri con cui l’uomo si confronta.

Il tempo è uno dei grandi argomenti della filosofia di ogni periodo storico.

Il tempo è la sfida quotidiana dell’uomo da sempre.

Sarà per questo che l’inventore dell’infernale macchina che vediamo sul parquet del palazzetto, viene portato via da infermieri in camice bianco?

IMG_20170530_221604Ma il tempo per le domande è subito breve: si comincia con il gruppo delle piccole che mostrano il lavoro che hanno fatto per imparare i primi passi di danza, lavoro che rende evidenti i primi tentativi di conoscere il proprio corpo.

Tra di loro arrivano inseguendosi un diavoletto e un angelo. Sono Sara e Carlotta, il bene e il male sulla scena, ma nella realtà loro mi appartengono. Come Giusy, Federica e Anna Rita.

Il viaggio che ci hanno fatto intraprendere, avrà tante sfumature e toccherà tanti tipi di balli. Da Shakira al tango solitario, dai giochi di luci di scarpe e attrezzi, passando tra le splendide bamboline da carillon a Max Gazzè, dall’epoca moderna ai balli popolani con tanto di cavalieri e sbandieratori, senza dimenticare la classica atmosfera della corrida, le sensuali odalische e la danza del ventre, il twist, il cha-cha-cha, il charleston e i Watussi interpretati in un medley da un coinvolgente cantante ballerino Ivano Attanasio. Insomma, la macchina del tempo funziona. Si parte si ritorna si trovano ricordi e ci si affaccia persino nel futuro con mondi alieni che si avvicinano a noi.

Ma ogni epoca, ogni passo, consente una maggiore padronanza di se; una conoscenza che attraversa i vari stadi del tempo, perché il tempo stesso della vita è un viaggio.

IMG_20170530_215024I gruppi che si alternano, dalle piccolissime fino alle over, sottolineano ancora di più il linguaggio di corpi che nelle varie epoche, che siano storiche o solo soggette al naturale passare degli anni, si esprimono per raccontare emozioni e sensazioni diverse, ma che hanno come unico obiettivo la continua ricerca di una propria espressione, di una personale collocazione, un reale posto dove trovare la propria dimensione.

Non ci sono differenze fisiche in nessuno dei corpi che raccolgono note e le trasformano in gesti che raccontano emozioni private anche se immediatamente a disposizione del pubblico.

Non ci sono graduatorie sulle singole capacità: ci sono persone che si lasciano trasportare da un piacere che diventa comunicazione ed espressione di vita.

Ed è così complessa la ricerca, che il viaggio dura a lungo, non vuole lasciare nulla di intentato. E quei corpi assumono anche movenze diverse, più sciolte. Il ghiaccio è rotto, ora c’è solo la musica che attraversa ogni fibra del corpo: il viaggio nel tempo ha regalato sicurezza e certezza.

Anche noi che le conoscevamo bambine le abbiamo ritrovate un po’ più donne.

E dopo la performance di ballerini professionisti del gruppo Spanish Harlem, arriva il pezzo da novanta: la coreografia del brano Occidentali’s Karma che, con le sue 700 mila visualizzazioni, ha reso ancora più virale il motivo vincitore di Sanremo. Si schierano tutti per l’esibizione finale. Sono una moltitudine, ma non c’è nessuno che esce da quel meccanismo ormai perfetto.

IMG_20170530_233419Ed è davvero evidente l’immenso lavoro, il grande sforzo che è stato fatto per montare uno spettacolo che ha avuto un progetto ambizioso alle spalle, ma che ha ricompensato nelle aspettative tutti coloro che hanno collaborato.

E adesso possiamo anche svelarlo il nome dell’artefice di tutto questo: Paola Caso. Insegnante ballerina, ma soprattutto, aggiungo personalmente, appassionata.

Non c’è mai questo tipo di risultato se sul piatto della bilancia non metti sudore, passione e rispetto.

Un commento su ““Un viaggio nel tempo” a passo di danza

  1. Teresa d.

    Spettacolo dove volteggiano arti, busti, volti, piedi…
    Sono andata per due minuti indietro nel tempo. Ho rivisto muscoli spinti al limite, e poi emozione, frenesia, vitalità, costanza, impegno, abilità, tutto concentrato in una bimba e il suo vaporoso costume di tulle bianco, il suo chignon perfetto racchiuso in una rete, un paio di scarpette di raso rosa e una serie di movimenti eleganti capaci di trasformare l’atmosfera intorno riempiendo l’aria che ci sembra vuoto. Il movimento è vita.

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