Una vita a foglietti

Una domenica al mare

spiaggia-2Sono arrivate decisamente le belle giornate. E allora cosa c’è di più bello e rilassante che andare a guardare il mare? Quasi niente, così andiamo. Il panorama è decisamente rilassante, il posto dove ci siamo sistemate molto meno, ma non si può avere tutto dalla vita. E noi siamo persone che sanno accontentarsi! Per cui stendiamo i teli, ci organizziamo il digiuno perché il mare è sì bello, ma non sapevamo di rimanere così prese da lui da restare ad oltranza, ma non ci lamentiamo. Cosa volete che sia una giornata di sacrifici, se poi li fai per cose che ti riempiono il cuore?

Ma quando vai al mare sai che ci possono essere inconvenienti. Come ad esempio la ressa, che in questo mese non ti aspetti perché, anzi, fino ad una certa ora c’è invece fin troppa calma. Abbiamo avuto il tempo di sistemare diverse cose, anche aspettare che si asciugassero pezzi di biancheria troppo sudati per eccesso di caldo, forse un po’ di febbre, di quella che di questi tempi ti fa anche mancare l’aria: a volte serve ossigeno! Ma poi qualcosa cambia. Sicuramente è capitato anche a voi di essere investiti da palloni rincorsi da grida gioiose di bambini, e quelle non danno fastidio. Il loro sorriso, la loro innocenza ti fa dimenticare la sabbia negli occhi, o sopra la crema appena messa.

No, non parlo di questo fastidio, ma di quello dei tamarri. Quei personaggi cafoni, quelli che arrivano sul tardi, dopo aver fatto tutti i loro comodi, dopo aver aspettato che altri prendessero posto e poi, quando sono lì, se ne vogliono appropriare. Quelli che ti vengono a mettere il loro telo sui tuoi piedi, sulle tue borse, che ti fanno sentire addosso la loro presenza insopportabile, arrogante e presuntuosa. Quella che ti fa venire il voltastomaco, quella che vorresti eliminare con un clic del telecomando, ma non hai il telecomando giusto.

A queste persone andrebbero dette un sacco di cose, ma poi, tu che sei essere pensante, ti accorgi che non sono in grado di capire semplici ragionamenti, non possono andare oltre il loro naso, oltre la loro presunzione! Così fai un bel respiro, senti nascere la pena per quelle teste vuote, dove il caldo deve aver provocato condense di umidità di tale importanza da aver ammuffito il poco contenuto che vi dimorava, e cosa fai? Li lasci lì. A tenersi quel pezzo di spiaggia che hanno creduto di conquistare con la forza, perché con garbo e maniere non avrebbero potuto, certi della loro prepotenza e della loro grandezza, ma in realtà solo consapevoli della  famosa vittoria di Pirro. (Forse ho fatto un paragone difficile per il loro grado di cultura, ma spero che almeno per curiosità possano documentarsi, un piccolo tassello nel vuoto non dà risultati, ma chissà, potrebbe essere un inizio…)

Così è andata una giornata al mare, iniziata con tante belle prospettive e finita diversamente. Ma che ci possiamo fare: il mondo è bello perché vario!

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