Una vita a foglietti

Una foto e il Tempo

18/6/22

Torno a casa in una splendida serata che mi ha regalato immagini talmente belle da non poter essere neanche catturate in uno scatto. Tre piume, tre penne, tre inviti a raccontare una giornata che ci vedeva invitati da Amalia e Pasquale Di Domenico, nel rispetto della tradizione “post” pubblicazione….

20/6/22

Era iniziato così il racconto di quel pomeriggio, ma poi si era fermato. Qualcosa ancora non era pronto e la mano non era andata avanti.

In un altro luogo avevo scoperto quanto fosse importante lasciare alle parole il tempo di crescere, di scoprirsi; ora sta accadendo di nuovo, quella è la strada e io la seguo.

Il titolo è nato da poco, nella mia passeggiata, insieme a tutto il resto: Una foto e il Tempo

L’avete vista la foto, ci sono persone intorno ad una torta. Persone di varia età, di luoghi diversi, con vite differenti. Quello che hanno avuto in comune è stato quel Tempo che hanno trascorso insieme, per il motivo già accennato.

E allora come si poteva raccontare quel pranzo?

Con la calorosa accoglienza della padrona di casa al Ristorante Santa Rosa a Sant’Anna, con la sua cucina deliziosa, con il vino e la cacciagione di Pasquale… tutte cose vere, belle, buone, ma non è stato tutto lì.

Lì quelle persone hanno vissuto quel Tempo raccontando Tempi diversi e allora tutto quanto è diventato altro.

Noi siamo andati fino a Balvano, con la sua famosa e triste galleria; abbiamo riscoperto le intense scene de “Il cacciatore” con De Niro; grazie a Gabriella abbiamo richiamato la Fallaci, le sue battaglie e quella rabbia che ha nutrito anche me in passato, ma di cui ora ho scoperto il sapore amaro; abbiamo ripreso i fili di una delle storie che Pasquale aveva raccolto nel suo libro e l’abbiamo rivissuta dalla voce della protagonista Lucia, da poco tornata dall’Albania, alla ricerca di un pezzo della sua vita che non ha mai conosciuto, ma che quella vita gliel’ha regalata prima di andare a trovare la morte in guerra.

E Ciro, le sue battute di caccia, i suoi viaggi che ancora non sapevo davvero cos’altro potessero offrire, ma lo avrei scoperto a breve.

E la scuola e il passato contadino di Italo, che si riallaccia a quello di Pasquale e Ciro; la presenza discreta di Margherita, la cui voce non ci ha regalato musica, ma dolce compagnia; insomma ogni cosa ha trovato il suo spazio.

E in quel tempo Franco, supportato dalla delicata presenza di Paola, ha regalato un altro momento che si potrebbe semplicemente definire “un saggio” di tutta la sapienza che ha, ma che a me racconta soprattutto il suo grande cuore, l’attenzione per i suoi amici, e che quando è particolarmente grande, viene espressa in vernacolo.

E poi Felice, che già aveva compreso il valore di quel tempo e ne ha chiesto conferma ai più giovani presenti, Giosuè e Alessandro, per sapere se quel dono fosse stato colto.

E dopo tutto questo siamo arrivati alla foto, ma non era ancora finita lì.

Si accenna a pittoresche collezioni, a residenze vicine, ma fino a quel momento sconosciute e, a sorpresa, Felice ed io ci ritroviamo a casa di Lucia e Ciro.

La discrezione mi impone di non scendere nei dettagli, ma non posso lasciare cadere, i pensieri che sono nati, in balia dell’oblio.

Ciro è un amante dell’arte. Ciro mi ha regalato un’altro squarcio sul Tempo.

Il tempo che avevamo deciso di dedicare a quel pranzo, a quelle persone con le quali non ci vediamo spesso, ma con cui dividiamo valori profondi, si è dilatato ancora di più.

La ricerca dei dettagli dentro quadri che colpivano per la bellezza delle immagini in evidenza, e che proprio lì mostravano il lavoro minuzioso nella riproduzione delle erbacce, di piccoli filamenti quasi invisibili, ma che pure c’erano; perché esistono, come tutte le piccole cose che sono nelle nostre vite ma che non sempre vediamo, abbagliati dai rumori, dai riflettori che illuminano solo parti di una realtà molto più complessa.

Tele di secoli fa, oggetti straordinari, mai visti, che ci hanno lasciati a bocca aperta; una macchina del Tempo messa lì a nostra disposizione che ci ha portati in giro per il mondo facendoci guardare quelle che sono le nostre origini e ascoltare tante altre storie di mondi diversi.

E la semplice frase di Lucia “non sappiamo dove saranno in futuro”, che ancora racconta la maestosità di quel Tempo che noi immaginiamo su una linea retta, ma che invece è un viaggio circolare che ritorna.

Ciro e Lucia cercano bellezza in ogni luogo in cui si trovano, nei loro viaggi la componente Arte è sempre presente; e quello che decidono di portare a casa, diventa opportunità per chi ha la fortuna di ammirarla.

Ma è giusta la domanda di Lucia: dove saranno? Non importa Lucia ti dico ora. Non importa perché di certo, dovunque saranno, avranno occhi che li ammireranno, cuori che batteranno ancora per tutte quelle erbacce nascoste ma meravigliose, per quelle ceramiche che parlano, per quella santa con le rughe, per tutte le farfalle “imprigionate” e ormai eterne.

Dentro quel ventre di ceramica aperto, del mare che racchiude, per quella capacità di offrire nuove vite che vadano a scoprire cosa c’è oltre l’apparenza e che abbiano desiderio di viaggiare in questo Tempo che cerchiamo sempre di quantificare, di misurare, di dividere, di imprigionare, dimenticando l’unica cosa che invece ci chiede di fare: viverlo.

Viverlo nelle pagine di quelle storie che riporta Pasquale, perché le leggiamo oggi, ma sono di un Tempo passato; viverlo nella poesia di Franco che usa una lingua dialettale, che ricorda le nostre origini; viverlo in quelle vite raccontate attraverso tanti oggetti, per sfidare le rughe del Tempo.

Tempo…

Ho visto una lumaca vicino a un muro, da giorni l’ho notata. Il suo tempo e il mio non sembrano uguali: lei lì immobile, io continuamente in movimento.

Ma siamo davvero certi di tutta questa differenza?

2 thoughts on “Una foto e il Tempo

  1. PASQUALE DI DOMENICO

    Carissima Paola, le tue parole molto profonde fanno da cornice a un momento bellissimo, vissuto intensamente da tutti. E nella cornice hai incastonato tanti altri quadretti, finemente dipinti, che riportano in evidenza le scene smaglianti del “nostro tempo” per niente mai sprecato, anzi intelligentemente e sentitamente vissuto. Certe osservazioni appartengono unicamente al tuo talento di osservatrice attenta capace di catturare emozioni e valori che magistralmente esponi in una vetrina aperta a tutti. Grazie infinite dal profondo del cuore. Pasquale.

    1. Paola La Valle Post author

      Grazie Pasquale, non solo per le belle parole, ma perché tu contribuisci alla creazione di tante occasioni in cui diventa facile raccogliere emozioni. Grata.

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