Una vita a foglietti

Una mattina con i giornali

giorCi sono delle mattine in cui leggendo un articolo, ti chiedi anche cosa possono pensarne altri di queste oscenità che vengono dette e consumate all’interno di luoghi che dovrebbero preveder la presenza di persone in grado di intendere e di volere e invece sembrano che sappiano solo sfornare frasi di mere sciocchezze fuori da ogni logica e realtà. E quindi ti leggi i commenti che seguono gli articoli, perché a volte (…) vengono letti e meraviglia, appunto commentati.

E dentro quelle parole c’è un altro mondo. Quello nascosto e sommerso della gente che vive. Non nascosto perché non valido, ma perché ha poca voce. Perché ti leggi l’articolo del giornalista importante, ma non avrai sempre il tempo di seguirne le onde che provoca. E questo ci penalizza. Conoscere le reazioni di fronte a ciò che succede, è determinante per capire in che tipo di posto viviamo, in che modo si percepiscono le azioni di chi governa. E leggi di “persone normali” che ti fanno una panoramica della situazione economica europea e mondiale in poche righe; leggi di persone che lavorano anche con le stampelle e che aspettano con ansia le tabelle del venerdì che possono indicare mobilitazione: numeri dietro i quali ci sono famiglie, vite che cambiano da un venerdì al sabato!

E poi qualcuno rende pubblica una sentenza indefinibile già vecchia di anni: Robert Richards IV, 47 anni, conosciuto per essere erede della famiglia di magnati della chimica americana Du Pont, non condannato al carcere nonostante avesse confessato di aver violentato la figlia di 3 anni! Motivazione: non avrebbe sopportato il carcere, considerando il tipo di vita che aveva sempre condotto! Non commento, non ci sono parole che possono spiegare quel rivoltamento di stomaco che ho avuto guardando quella faccia e immaginando ciò che aveva fatto e che solo un fatto di soldi, maledettissimi sporchi soldi, lo ha reso impunibile. Questa è la differenza tra chi ha potere e chi vive. C’è una categoria di intoccabili a cui tutto sembra concesso e che spesso, purtroppo, li rende non oggetto di vergogna, ma di invidia. Di fondo molte volte si spera di poter essere noi stessi a quei livelli per poterci concedere tutto. Ma la domanda è sempre la stessa, stupida, ovvia, scontata e ammuffita: ma se pure il mondo degli “uomini” non ti condanna, dentro di te non ti guardi mai?

L’uomo è un essere assai strano. Molti dicono che la cosa migliore è quella di guardare e non giudicare, e spesso è la cosa più giusta da fare, perché ci sono sfumature nella vita, nelle decisioni, che non si possono sempre capire dall’esterno. Ma di fronte a situazioni così, di un reo confesso impunito, di fronte alle scelte di pochi di decidere per molti e di fondo lo fanno solo per dare il meglio ai loro simili, come facciamo a stare in silenzio? Abbiamo una Boldrini che dall’alto della sua posizione, ovviamente privilegiata, punta il dito verso categorie e situazioni che dovrebbero essere invece per il paese fonte di ricchezza. Ma lei, proprio di suo, in che modo contribuisce a migliorare questo paese? Ogni volta che la nomino, non mi sembra mai di poterla elogiare per qualcosa. E non mi riferisco a donazioni, che probabilmente sarebbero anche alla sua portata, ma almeno per capacità dialettiche e propositive.

Ma spero e dico: forza italiani, non molliamo. Credo che ci siano molte persone “normali” con tanti di quei valori e capacità che forse non trovano modo di esprimersi. Facciamoci avanti. Non per combattere nelle strade, non è la violenza che vogliamo, ma per continuare a credere di potere vivere vite diverse, fatte ancora di valori. Continuiamo a insegnare una morale ai nostri figli, continuiamo a non sporcare le strade con i nostri rifiuti, continuiamo a rispettare anche i semafori agli incroci. Da tante piccole cose si vede la civiltà di un popolo. Smettiamola di ascoltare solo i complimenti che arrivano quando si va all’estero. Se oltre i nostri confini sappiamo comportarci bene, possiamo continuare a farlo anche una volta tornati a casa. E dimentichiamo la falsa idea che chi ha i soldi è una brava persona. Brave persone sono tutte coloro che sanno vivere con coerenza, senza falsità, senza bugie. Il loro portafoglio ha poco peso con queste qualità.

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