Una vita a foglietti

Una sera da Lola

LOLA[0]Vado a conoscere Lola. Mi avvio a piedi, ho con me una giacca per la serata fresca e una valigia vuota, perché sono certa di dover riportare indietro qualcosa.

Cammino veloce, il freddo passa, resta il pensiero di qualcosa che non so e non mi immagino.

La voce che mi ha sempre risposto al telefono mi accoglie con il volto sorridente a cui appartiene.

Mi avvio verso una stanza e ancora non ho in testa nessuna idea. E’ solo attesa…

… e mi ritrovo nel pieno di un’animata discussione: c’è la riunione dell’Associazione Amici di Lola.

Sono sorpresa e forse un po’ sollevata, non sono io il centro dell’attenzione, anche se per qualche momento le distraggo dalle loro discussioni. E poi c’è Lola. Nel suo letto, un bel jeans con ricamo e occhi attenti e vigili che ascoltano e assorbono le emozioni che escono dalle voci delle sue amiche.

Passano ore: si è parlato di tanto, di progetti, di speranze, di obiettivi, di dolore, di solidarietà. Sono più ricca di prima ovviamente perché la mia valigia si è riempita di quei loro sogni, della loro fiducia, della loro conoscenza delle cose: soprattutto delle loro speranze.

E visto che si parla di problemi di persone, non si può non toccare quella parola magica che condiziona la nostra vita senza riuscire a migliorarla: POLITICA.

E non faccio comizi, solo osservazioni.

Ho avuto un desiderio in quella stanza: che tutte quelle donne (perché di sole donne si trattava), potessero sedere su altre sedie (non poltrone), di quelle delle stanze delle decisioni. Perché è quello lo spirito che deve animare coloro che si occupano degli altri. Così devono essere le persone che volontariamente decidono di condividere le proprie vite con quelle degli altri, che siano abili o disabili.

C’era in quelle donne la voglia di capire, di confrontarsi, di migliorarsi, di trovare soluzioni. E così è stato. Perché, motivo unico di ogni sforzo, è la gioia di fare, di realizzare il sogno di qualcuno che ti affida i suoi sogni. La possibilità di vivere parentesi di vita che potevano non essere nostre e che invece ci sono state donate come qualcosa di più, come un omaggio.

E allora, quando la valigia è piena e riprendo la strada di casa, non mi rammarico per non aver parlato con Lolita. Mi è bastato cominciare a guardare il suo mondo per sapere che mi è stato fatto un ennesimo regalo: confrontarmi con me stessa. Perché le sfide, ogni giorno, sono da misurare con il nostro metro, con i nostri limiti, con la nostra voglia di alzare l’ostacolo. Perché davvero da quell’immobilità veniva una spinta continua. Ognuna di quelle donne era motivata da un desiderio che prima non era suo ma che lo è diventato. E questo le rendeva uniche, indissolubili, invincibili.

2 commenti su “Una sera da Lola

  1. Maria

    Grazie sei grande…..Lola e gli “Amici di Lola”ti aspettano quando vuoi….ovviamente sei invitata per l’11-ottobre alla “Cena di Solidarietà”….Saluti da noi tutte

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