Una vita a foglietti

Una serata con Aldo Masullo e Ernesto Della Corte: La centralità dell’uomo, secondo la fede e la filosofia

Questo è un articolo pubblicato su CavaNotizie.it, riguardante una serata con Aldo Masullo (il più prestigioso filosofo italiano vivente, e il teologo Ernesto Della Corte. Gli interpreti valgono molta attenzione, io ho cercato di riportare una parte del loro eccezionale dialogare.
Paola La Valle

È stata una serata intensa quella che si è tenuta giovedì 27 marzo nel Salone di rappresentanza del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni.
Il tema è di quelli di cui parleresti ogni giorno e su cui ogni giorno ci sarebbero sfumature nuove: la centralità dell’uomo secondo la fede e secondo la filosofia.
Gli ospiti, davvero illustri: il prof. Aldo Masullo (il più prestigioso filosofo italiano vivente) e padre Ernesto Della Corte (teologo di fama nazionale).
Il moderatore, colto ed acuto, è ben degno della qualità dei relatori: Vito Pinto, Dirigente dell’Associazione Giornalisti Cava e Costa d’Amalfi “L.Barone”, organizzatrice della manifestazione con il Patrocinio del Comune di Cava. Introduce Magrina Di Mauro, anche lei Dirigente della “L.Barone”. Portano i loro saluti il Sindaco di Cava Marco Galdi, l’Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli, il Presidente della “L.Barone”Walter Di Munzio. Tutto promette bene.

Quando il professor Masullo prende la parola, sembra che accada un incantesimo. Da quella persona così avanti negli anni (più di novanta!), zampilla un pensiero di una freschezza e di una lucidità che impressiona. Davvero acqua che disseta la mente. Il suo modo di partecipare al pensiero, il suo essere tutt’uno con ciò che esprime, racconta il cammino alla ricerca di qualcosa che giustifica la vita vissuta: chi siamo, chi è quest’uomo che passeggia vive cresce soffre scopre su questa Terra? Ma quest’uomo è proprio nato per socializzare? E si viaggia, partendo dall’immagine del neonato che apprende la “comunicazione” dal seno, dai versi e dai gesti della madre, appunto in una comunicazione d’amore, non come essere sociale. La socialità viene dopo, quando si arriva nei luoghi del dovere.

Nelle parole di Masullo riviviamo quella continua voglia di capire, di scoprire, che rende l’uomo diverso dalle bestie. Il suo saper pensare, il suo saper annusare, essere “sofòs-saggio”, una parola che è dentro il termine filosofia e che significa in origine “annusatore”, inteso come funzione di giudizio.
Si parla della ricerca del limite da parte dell’uomo e, ricordando Voltaire, si parla di limiti che devono portare innanzitutto alla tolleranza, perché nessuno può essere al di sopra dell’altro proprio in virtù di questa mancanza che appartiene a tutti.
La risposta di Padre Ernesto Della Corte, uomo di altrettanto bagaglio di vita e di cultura, è di pari intensità.
L’uomo ha un compito nella vita, scoprire la realtà, interrogarsi su di lei. “Andate a cercare a tentoni”, non come immagine di persona cieca che annaspa nel suo andare, ma come colui che “tocca”, colui che da “curioso” vuole vivere le cose. L’uomo cerca risposte e Dio è diventato uomo per avere le sue stesse debolezze, per mostrarci che la ricerca della vita eterna inizia da quella terrena.
Per Padre Ernesto conta il suo essere stato uomo impegnato politicamente in gioventù, perché lo porta a mettere il suo pensiero in quello che è il nostro momento storico.
Se oggi Putin o l’ONU, intesi come capo di stato e di organizzazioni mondiali, non avessero finalità economiche, ma politiche, avrebbero altri obiettivi? Avrebbero altri atteggiamenti? Forse farebbero altre scelte più coerenti con la dignità dell’uomo. La cattiveria dell’uomo sulla Terra non è segno dell’abbandono di Dio. L’uomo è il Sogno di Dio, non il suo nemico.
L’uomo nella sua vita è perennemente in cammino e ci si ritrova per strada. In uno di questi incroci, mi piace pensare che i due pensieri si incontrino. Hanno percorso strade ed esperienze diverse, hanno camminato a lungo con occhi curiosi e vigili e molto hanno visto e scoperto. E poi in quell’incrocio si sono ritrovati. Con bagagli diversi, ma con la stessa destinazione.
L’uomo vive con la certezza di avere dei limiti. Dice Aldo: la ragione è il centro dell’uomo che si ferma quando vede un limite. Quello stesso limite mi dà la certezza di qualcosa che esiste al di là e che io non posso conoscere. Mi fermo e allo stesso tempo mi convinco che oltre c’è qualcosa a me sconosciuto.
E anche Padre Ernesto è lì. Dopo il suo vissuto di dolore e malattia, ha compreso proprio questo limite. Ci sono cose che l’uomo non può spiegarsi. Ci sono momenti della nostra esperienza terrena che istintivamente ci portano a guardare verso l’alto, a farci domande che non si possono decifrare come fenomeni scientifici, con formule e dimostrazioni. Sono quei momenti di illuminazione interiore che ti danno certezza senza apparente motivo, forza senza allenamento, fiducia senza limiti.
E lì inizia quell’altra strada, quell’incontro che avrà sicuramente alti e bassi perché l’uomo è debole. E poi sappiamo che c’è distinzione tra Fede e Religione. La Fede è dentro di noi, la Religione è un’istituzione e a volte diventa altro.
Grandiosa una delle battute finali di Masullo: “Se credessi, non ve lo direi”. Credo proprio a rimarcare il passaggio precedente, di come fede è sentimento dell’anima.
Di spunti, e di elementi comuni, ce ne sarebbero ancora. Senza muri tra fede e laicità. C’è una vita da vivere. Ci sono storie da costruire. Ci sono popoli da guidare. Perché si tutelano interessi di pochi a danni di tanti? Questa è politica. Questo riguarda il “sociale”, il saper essere insieme. E la ricerca di ognuno, il suo volersi definire credente o laico, non implica una rinuncia all’essere parte di una società che ha obiettivi comuni. Tutti devono essere capaci e desiderosi di pensare e di scegliere da che parte stare, perché pensare ci rende migliori. Ci ridona quella superiorità che ci siamo assunti nel Creato come esseri capaci di andare oltre le semplici necessità corporali.
In quella sala ieri, al di là delle idee personali, quello che ha avuto maggiore risalto è stata proprio l’intelligenza. Siamo abituati a salotti in cui si grida e ci si offende, perché non si hanno idee da difendere, ma interessi.
Ieri abbiamo avuto la prova di come si possa partire da convinzioni diverse, stimarsi, comprendersi e migliorarsi.

 

2 commenti su “Una serata con Aldo Masullo e Ernesto Della Corte: La centralità dell’uomo, secondo la fede e la filosofia

  1. Paola La Valle Autore

    Patrizia Reso ha scritto su questo articolo:

    M’è piaciuto!! Ha reso bene l’atmosfera della serata, proprio un bel bagno di pensiero rispetto al marciume cui ci hanno abituato! Manifesta belle qualità Paola! Buona serata :-)

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