Una vita a foglietti

Una serata da incorniciare

cenaLasciarsi alle 2.00 di notte, con la fatidica frase: “Fammi uno squillo quando arrivi”, e poi pensare che i soggetti in questione, chi lascia e il lasciato, in due hanno più di cento anni, mi fa scoppiare in una grande risata. Ma di fondo non è che l’epilogo di una serata splendida che, anche se materialmente è finita, so che resterà con me per  molto più tempo.

Tempo fa, su questi fogli, avevo parlato della forza dell’amore, della potenza di un sentimento che decide vite, le forma, le rende stupende. Era quello che veniva fuori dalle pagine del libro “Il costo della libertà” di Pasquale Di Domenico. Non ne rifaccio la recensione (è già presente su questi foglietti), ma anche a qualcun altro deve essere piaciuta l’aria di vita vissuta che trasuda da quelle parole, tanto da portarlo a vincere il Primo premio alla diciottesima edizione del concorso internazionale di poesia, saggistica e narrativa della città di Eboli, curato dal Centro Studi Storici “Il saggio”. E Pasquale, che è persona che mantiene le promesse e che condivide le sue gioie con chi lo circonda, ci ha regalato una serata “nella sua casa”. La metto tra virgolette perché il concetto di casa che si vive con lui è elevato in maniera esponenziale: quello che ha caratterizzato la sua storia, quel cammino fatto dei sacrifici di ragazzo, quelli che a volte possono sfociare in rabbia e livore verso anni “persi” dietro al lavoro piuttosto che a passioni e divertimento, in lui si sono trasformati in un’accettazione e una condivisione che lo ha portato a sua volta a creare una casa intesa come luogo di ritrovo. Una casa pensata in ogni dettaglio, un luogo coccolato e arricchito sempre, anche quando ne stai lontano. E allora si ritrova l’oggetto da quel viaggio, da un’asta, ritrovano una collocazione anche cartoline del passato. Lì tutto è storia. Non solo per l’arredo antico, ma perché è tutto vissuto. Nulla ci può essere come intruso. E’ una casa che ti avvolge, ti prende dall’uscio e come un mantello non ti lascia, in nessun ambiente. E l’albero e gli addobbi di Natale contribuiscono a dare ancora più calore. Anche il panorama che non vedi, con i lampi che squarciano la notte piovosa, è magnifico, immenso: anche lui ti dà l’idea della forza del luogo.

E dopo il tour, fatto con Amalia cordialissima padrona di casa, donna riservata ma che ha una presenza assolutamente non secondaria, che ha attraversato la loro casa e parte della loro storia, che sicuramente non entra in un’ora soltanto, ci ritroviamo con gli altri ospiti. Ma ospiti non è il termine giusto. Loro sono compagni di vita e di viaggio, sono la certezza che quello che hai costruito ha solide fondamenta. Sono il passato e il futuro. Una cena fatta di pizza fatta in casa così come tutti i contorni, vino compreso. Il sapore del tempo dedicato a se stessi e a chi li circonda. Un piacere.

Ma quello che ancora non sapevo, era il piacere che avrei trovato con quelle persone a me praticamente sconosciute. Di Pia avevo ammirato la lettura, dell’editrice la passione per le sue “passioni”, ma altri non avevo avuto occasione di vederli mai. E sono stati una rivelazione. Era da tanto tempo che non partecipavo ad una conversazione di così ampio respiro, di così alti contenuti, con la gentilezza e il garbo di chi parla dando alle proprie parole il peso di un vissuto e non di un sentito dire, ma che allo stesso tempo ha la mente aperta ad un’altra lettura ancora delle cose, ad un altro punto di vista. I racconti con gli “anziani” sono sempre stati per me il ricordo di qualcosa di fondamentale, di verità da conservare, di una saggezza appunto vissuta. E mi mancava. Da tanto. E soprattutto so che per me non ci saranno più incontri con il mio passato, ma questa è un’altra storia…

Abbiamo spaziato in tanti campi: alimentazione, religione, sociale, storia, morale, legislazione, statistiche, modernità e passato… insomma una ricchezza. E ognuno portava nel suo dire il proprio mondo. Italo, mi concederà il fatto di fare il suo nome, mi ha colpita per quell’innocenza d’animo che lo portava ad essere incredulo rispetto a potenziali orrori che possono toccare i bambini. (Per lui, come per il bambino in questione, mi auguro che non sia vero quello che si teme. La delusione sarebbe più che cocente!) Come il suo candore nell’ammettere che ci sono autori che non conosce ma che vorrebbe studiare!

O lo sguardo di Pia, attrice teatrale che forse può far immaginare che sia spesso su un palco anche quando è di fronte a te, ma in realtà la sua è una condizione mentale profonda: se nel lavoro che fai devi essere tante persone, devi vivere tante situazioni, devi anche essere “costretta” a trasformarti in quella che non sei. E per farlo il collegamento tra la tua mente e il tuo cuore deve essere sempre acceso, devi sempre andare a pescare quel sentimento che non credevi di avere, quel gesto che non avresti voluto compiere e di conseguenza avere prospettive ampie, legate a qualcosa che sia al di sopra della semplice lettura che si fa nel quotidiano.

E poi i suoi genitori! Che lei definisce a ruoli inversi, per quella forza interiore di essere capaci di esprimere i sentimenti in maniera opposta. Con le citazione sul Corano di lui e la praticità di lei. Grandi.

Ma ognuno ha contribuito a rendere unica e speciale la serata, anche il saper stare lì in quel contesto, presente con poche parole ma sempre quelle giuste, sempre con il sorriso, con la certezza che non c’era nessuno che prevalesse sull’altro. Un segno di convivenza forte.

La prima volta che avevo “sentito” di questa famiglia, mi ero augurata di poter toccare con mano quella forza che emanavano e come spesso accade i desideri si avverano. Toccato, provato, confermato.

Perché la ricchezza che ci ha accompagnati fino alle due di notte, fino a farci dire quelle frasi per ragazzi anche se non lo siamo più né Franco, né io, è essere tornati al punto di partenza: tutto si muove grazie alla forza dell’amore. Ogni cosa può essere cambiata, capita, superata se viene fatta con amore. Non ci sono altre verità. Anche il dolore che nasce dalla perdita è frutto dell’amore che si è provato e sarà sempre l’amore che resterà a farci compagnia quando i nostri giorni potrebbero essere solitari. Si è veramente soli quando il cuore è vuoto, quando non possiamo andare ad aprire nessun cassetto perché non ne abbiamo riempiti, quando siamo stati piante senza frutti, quando non abbiamo arricchito il nostro viaggio con qualcosa che elevasse il nostro spirito.

Un commento su “Una serata da incorniciare

  1. Paola La Valle Autore

    Leopardi sosteneva, giustamente, l’importanza della vigilia, noi aggiungiamo e condividiamo la ricaduta del giorno dopo. Splendidamente, con profondità di pensiero e di sentimento ci hai regalato, oltre che illuminato con la lampada al sale bellissima e graditissima, una forte emozione. Inventerò un “pacchetto regalo” da inserire nella slitta. Grazie di cuore! Pasquale e Amalia.

    Pasquale,
    magnifica la nostra,per noi solo recente, amica Paola!
    Ha una capacità di raccontare assolutamente notevole. Ma la sua non è solo l’abilità di mettere insieme termini appropriati in frasi grammaticalmente corrette e sintatticamente ben coordinate quanto la capacità di cogliere con l’anima il senso più profondo che sta dietro alle cose e alle parole.
    E la sua è una fortuna che ben si sposa con la ricchezzza che trasuda dal vostro mondo,Pasquale, tuo e di Amalia, che insieme avete messo in piedi : dall’accoglienza, alla “casa”, ai frutti che la vostra acquisita ” libertà” vi consente di distribuire a piene mani alle persone che hanno la fortuna entrare in contatto con voi.
    Sì, è Amore quello che distribuite, Pasquale !
    Anche per me e Margherita quella dell’altra sera è stata una convivialità dove le persone,il cibo offerto,l’eleganza e la raffinatezza, i contributi di tutti all’arricchimento degli scambi si sono così ben fusi da farcela rimanere nella memoria .
    Grazie a tutti e in primo luogo a te, Pasquale, e ad Amalia.
    Un abbraccio
    Italo e Margherita

    Straordinariamente commovente!
    Grazie Zio caro e Zia Adorata…. Serata assai bella infatti… Magnifico lo Scambio fra Tutti noi…tutte le
    Anime in ascolto. Raro ormai. E Paola ha Ragione : Quel Luogo Vibra d’amore e Per Amore…. ‘Le tue Pizze di Sera’ ci nutrono di ciò che non si vede….ti prego dà un Bacio grande a Paola da parte di tutti noi. Sorprendente anche per noi il suo scintillare con Cor-aggio e Stupore.
    E la granitica dolcezza da infante di Franco …che sempre guarda Oltre !

    Un Felicissimo Bacio di primo Pomeriggio!
    Pia

    Contenta delle reazioni buone e giuste dei commensali?
    E poi dici che non sei un talento…
    Comunque, le descrizioni che recentemente hai fatto della prestazione di Giacomo e della cena PDD un giorno saranno inserite nell’Antologia Paolina…

    Ho inserito i commenti fatti in altra sede da chi era presente a quella magnifica serata: mi è sembrato giusto, anche per poter ringraziare tutti ancora una volta. Di cuore, soprattutto per gli insegnamenti ricevuti. Grazie

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