Una vita a foglietti

Una tranquilla sera di novembre

borgo-scacciaventiCava 19/11/15

Cappotto, borsa, un’occhiata ai capelli nello specchio dell’entrata e via.

Esco. La sera è bella. Non molto umida, non molto fredda. Una tranquilla sera di novembre.

Il giro è lo stesso che faccio da sempre, questa è la mia città, queste sono le mie strade, i miei negozi, i miei amici. Tra poco si vedrà tutto il bello del Natale, le luci, la gioia dei bambini, le speranze degli uomini.

Ma io sono sola.

Le mani le tengo in tasca, non stringono quelle solite. Guardo ma non parlo, non ho nessuno a  cui raccontare i miei pensieri; ma ho comunque voglia di pensarli e di raccoglierli. Ti ho lasciato solo. Per un po’, in quest’ultima sera prima che tu lasci me per sempre da sola.

Stasera potrò ancora tornare e trovarti. Non silenzioso, ma muto; non pensieroso, solo morto. Ma sarai ancora “a casa” quando tornerò. Per questo sono uscita.

Con gli occhi attenti e le orecchie tese, per cogliere quello che di nuovo c’è nell’aria e poterlo raccontare. Svelarti come saranno le mie future passeggiate, descriverti quale nuova prospettiva mi servirà per continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto e che poi farò da sola.

Ancora una sera insieme, l’ultima sera insieme.

Ci saranno altri giorni, altri momenti per pensare alle cose fatte e per vivere quelle nuove in cui non ci sarai. Ma stasera, ancora, mi aspetti a casa.

Rispondi