Una vita a foglietti

Vajont

Iniziamo una bella giornata.

Mi metto in macchina e come sempre parte la radio. Notizie dal radiogiornale e ascolto il commento di una signora, Boldrini, il cui ruolo conoscete, che ricorda il 50° anniversario della strage del Vajont. E si ricorda pure di dire che fu una strage quasi voluta, perché di fronte agli interessi del bene comune, fu anteposto quello degli interessi personali e soprattutto di lucro!!!!!

A me girano le palle. Se mi facevano un’iniezione di veleno forse reagivo meglio. Ma come cazzo ti viene dopo 50 anni, in cui non solo non avete fatto niente per cambiare certi atteggiamenti, ma li avete talmente tanto amplificati che oggi anche la nonna al supermercato, pur di avere i suoi prodotti di merda, che non voglio neanche nominare, decide di diventare “cattiva”. Che cosa avete voluto che diventassimo e che cosa noi vi abbiamo permesso di fare, perché c’è concorso di colpa in questo. Voi che oggi sapete, perché se io guardo o se non guardo mi raccontano, di gente che coltiva terreni in cui tutto è vietato e il cui frutto arriva sulle tavole di italiani ed europei, voi che vi accanite a togliere a chi ha poco e non siete in grado di diminuire a chi ha troppo, voi cosa volete ancora dire. Da quale palco avete ancora parola, a chi credete di dover dire ancora qualcosa.

Voi che andate in questa Europa che ci schifa, ci ha ridotti sul lastrico perché dobbiamo consumare i suoi prodotti e poi quando abbiamo le coste piene di cadaveri dice che quello è un problema nostro. Che noi siamo un popolo di razzisti, ma che spagnoli e greci li prendono a pallottole va bene. IPOCRITI. BASTARDI. Siete tutto quello che di peggio potevamo avere o che probabilmente meritiamo. Ma alla fine pagheremo. Perché lo schifo che voi fate in grande, in piccolo è ben riprodotto.

Parlare oggi in ambienti che siano di lavoro o scolastici o in qualunque ritrovo, non fa altro che evidenziare una carenza di valori che rispecchia ampiamente il grande successo che avete riscontrato. E questo accresce la rabbia perché dimostra che c’è qualcuno che dà un esempio e altri che imitano. Le pecore seguono. E noi abbiamo scelto le persone sbagliate da seguire ovviamente. Anche perché è così semplice decidere di essere furbi. Solo che a volte capita che poi ne trovi uno più “furbo” di te e allora ti ritrovi dalla parte sbagliata della barricata e che fai? Spero che a quel punto tu capisca. Invece le parole della signora di stamattina, ma come quelle di tanti altri in questi anni, non fanno che sottolineare come invece, a danno subito si può rispondere con nefandezze peggiori, perché l’arte del male non finisce mai.

Ma a seminare vento si raccoglie tempesta, e il mio augurio è che quella che vi travolgerà sia così tremenda da lasciarvi con un’unica possibilità. Rimanere fermi a pensare a quello che avete fatto. A quello che avreste potuto fare di buono e che avete scelto di non fare. E che questo tempo di riflessione sia lungo, lunghissimo, un’eternità…………

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