Una vita a foglietti

Vecchia bisbetica Juve

Cara vecchia Juve ci risiamo, sono tornati i lamenti perché vi hanno rotto il giocattolo. Ne parliamo, ma la prima cosa che faccio, ti ringrazio. Ti ringrazio perché la tentazione di dedicarti un pensiero l’ho avuta appena ho cominciato a sentire le dichiarazioni del dopo partita, ma quando stamattina ho ascoltato ciò che ha detto “il grande capitano”, non mi sono potuta trattenere e dunque ho ritrovato la vena poetica.

Il tema è quello del giorno, quasi più del rischio delle minacce di guerra di Trump, perché aver perso una partita di Champions è cosa gravissima, come insegnano nelle scuole calcio di profonda educazione.

Cosa sarà mai successo in questa partita Real Madrid Juve? È successo che la Juve ha capito, ma stando dalla parte di chi lo subisce, che le partite durano “finché arbitro fischia”. E se l’arbitro ti fischia un rigore che stranamente qualcuno vuol far passare come inesistente, ma che esiste eccome, lo devi accettare.

Sono un attimo confusa. Non so se iniziare nel ricordare a Buffon e compagni che l’ultima partita, col Benevento, l’hanno vinta con due rigori assegnati, uno dei quali, sul grande Pipita, che, parole testuali “aspettava solo il contatto”, e il contatto c’è stato, lui è svenuto e l’arbitro ha fischiato. Ma, come potrete ben capire non stiamo qui a fare l’elenco dei rigori dati e non dati alla Juve, vedi Bernardeschi col Cagliari o con la Fiorentina e chi ha più memoria ricordi pure, perché l’elenco è veramente lungo e non ci vorremmo annoiare nel ricordare ciò che abbiamo già subito.

Solo un altro piccolo dettaglio lo voglio sottolineare al caro Buffon: ma il grande Dybala, nella partita con la Lazio non molto tempo fa, non ha segnato a dieci secondi dalla fine? Mi sembra che allora i commenti dicevano che la Juve è una squadra che non molla mai, che hanno carattere e via discorrendo. Mica hanno guardato i 90 minuti e hanno riconosciuto che aveva giocato meglio la Lazio, ma che poi si è ritrovata con un pugno di mosche? Ma se ti capita pure l’avversario che vuole giocare fino alla fine come mai ti meravigli? Agli altri non è concesso?

E allora fatemi capire che succede. Ieri in campo i giocatori in maglia gialla, mimavano il gesto dei soldi, come a insinuare il dubbio della corruzione. Ma come è possibile? Quando in Italia a qualcuno viene il sospetto della sudditanza, tutti a dire che facciamo le vittime, che la Juve vince solo perché è più forte e che nel calcio non esiste la possibilità di “comprare” l’arbitro, ma solo l’errore umano.

Errore umano fu pure il famoso goal in Milan Juve e dentro quella porta, a tirar fuori il pallone già entrato di un metro c’era proprio quel capitano che non disse niente, non fu “sportivo” da riconoscere quello che era sotto gli occhi di tutti, ma che solo l’arbitro non aveva visto. Quel goal è costato uno scudetto al Milan, che non è meno importante di una semifinale di Champions.

Da allora il grande capitano di dichiarazioni ne ha fatte tante, spesso ricordando che le decisioni sul campo si devono accettare. Ma dobbiamo pensare che sono consigli per gli altri se poi lui si permette di dire che l’arbitro di ieri “è un animale, che ha la pattumiera al posto del cuore”!!!

E questo sarebbe il capitano della nostra Nazionale? Questo è l’esempio di correttezza e sportività? Perché in una partita così, non  si doveva fischiare un rigore, che ripeto c’era! Ma come ti permetti? E il tuo difensore perché l’ha fatto quel fallo?  Stop di petto e l’avversario era solo davanti alla porta, poteva sbagliare pure, ma non ha avuto modo di finire la sua azione. E a parti inverse lo avresti voluto il rigore? Abbiamo urlato per quello non dato a Dzeko a Barcellona, perché l’arbitro non ha visto il muscolo che si muoveva, perché allora questo non doveva essere fischiato? Se non li fischiano non hanno coraggio, se li fischiano sono corrotti. Trovate una strada.

Ma un ultimo pensiero lo rivolgo alla stampa. Ma non la potete finire di essere così voltabandiera?

Durante le trasmissione esprimete dei giudizi, sindacate su azioni, falli, tecniche, perdite di tempo, ma non siete mai coerenti con quello che vedete, ma condizionati da chi lo subisce. Un Cesari che mi fa vedere il fermo immagine del piede di Benatia che sfiora il pallone, togliendolo dal contesto dell’azione, di come recupera cinque metri all’avversario arrivando in corsa e spingendolo con la mano sulla schiena, che giustificazione è? Avete detto che Ronaldo è un tuffatore, ma giustificate gli attaccanti che in area si tuffano per ingannare gli arbitri; dite che al Bernabeu c’è la sudditanza dello stadio, ma perché a Torino cosa succede? Non c’è squadra che possa venire e fare un fallo che tutti sono lì a fischiargli contro e allo stesso tempo ogni bianconero sfiorato, Cuadrado in primis, merita fallo.

Ma smettetela. Ingoiate il rospo come hanno fatto tanti altri con voi e senza di voi.

Noi avevamo negli occhi la magia della serata della Roma, un’emozione vera, inaspettata ma costruita con i fatti e con il lavoro, mai con i lamenti. Voi siete riusciti a sporcare questa bella immagine del calcio italiano. Eravate vicini a compiere una grande impresa, sfiorata, ma grande. Potevate uscire a testa alta, invece avete tirato fuori il peggio di voi, dando sempre la colpa a qualcun altro.

Caro capitano, tu fai un mestiere che è un gioco, non te lo dimenticare mai. Chi ti viene a guardare, vive delle giornate ben diverse dalle tue, che hai il problema della forfora o di scegliere le patate della nonna. Se fossi così grande come ti vogliono dipingere, lo terresti ben in mente invece di fomentare pensieri che nello sport non dovrebbero esistere.

Conosci il tennis? Forse te lo puoi anche permettere. Io lo guardo solo, e lì ho visto personaggi che signori lo sono per davvero. Gente che suda ore e ore e poi perde una partita un torneo per un millimetro, ma che non prende a pallate né l’avversario né l’arbitro. Va a rete, si mangia pure il fegato, ma si complimenta con chi ha vinto. Perché anche un millimetro fuori dalla riga è un errore, come un rigore a 30 secondi dalla fine. Sei in gioco e non puoi permetterti di chiedere a chi ha visto una scorrettezza di chiudere gli occhi perché hai fatto una grande partita. Semplicemente non sarebbe corretto, non sarebbe sportivo.

Questo è l’esempio che danno i grandi, ma grandi si è nella buona e nella cattiva sorte. E tu non sei il mio capitano.

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