Una vita a foglietti

Venti anni

Mani-padre-figlioCosa sono 20 anni? Due più di 18, 20 più 30: insomma un tempo, lo stesso tempo che assume significati diversi.

Una mattina che si ripete da 20 anni per due vite che hanno vissuto lo stesso episodio ma che non è stato l’inizio della stessa storia. Due bottiglie: una è stata svuotata, l’altra mai riempita.

Per uno è cominciato il cammino dei ricordi, l’inizio di una storia che non c’è mai più stata, una promessa non mantenuta.

Per l’altro solo consapevolezza di un amore, di una presenza che nessuno avrebbe mai trovato le parole giuste per raccontargli: avrebbe dovuto viverla.

Un buco profondo 20 anni, un ennesimo risveglio con quel vuoto al posto del cuore. Un cuore che aveva continuato a battere per quaranta giorni; tanto lunga era stata l’attesa di un miracolo, di un risveglio, di un ritorno sognato, sperato, ma che non c’è mai stato.

E questo fossato profondo deve essere attraversato ogni anno. Ogni anno in questo giorno che è comunque un giorno di festa, si deve superare quel baratro, quel vortice che cerca di portarti via; e sarebbe facile lasciarsi andare, sarebbe facile spegnere i fari e perdersi nel buio della notte. Sarebbe facile… ma non si fa.

Doveva essere facile anche fare degli auguri oggi, spendere delle parole per riempire quell’altra bottiglia vuota, che si è riempita di tante altre presenze, si  tante: ma gli è mancata solo quella vera, quella giusta.

Ma alla fine chi siamo per decidere che cosa sia giusto  o no?

Sicuramente il pensiero a quelle che sono state le decisioni di quei giorni torna spesso, con rabbia probabilmente, con rimpianto: ma non si può tornare indietro, non si può cambiare nulla di ciò che è stato.Dovremmo imparare da quello che ci accade. Cosa? Perché sicuramente la domanda è stata fatta, la risposta la immagino, ma non lo so con certezza.

Quel momento è stato un bivio che ti ha visto fermo a lungo. La grandezza è stata quella di scegliere la via della ricerca, della scoperta di quel “Cosa”?

Cosa deve insegnare una lezione così dura? E tu ci stai provando. Ancora. Non so quando arriverai alla meta, ma ti sei messo in cammino. E questo ti fa onore.

Dei dettagli vanno ancora migliorati, delle valutazioni devono essere fatte con maggiore profondità. Ma è il tuo viaggio, fatto con valige pesanti. Forse dovresti provare a portare avanti solo il tuo cuore: lì c’è tutto. Ci sono i tuoi anni, i 20 + 30, insieme ad altri 20 che ti vogliono accompagnare e che chiedono di essere accompagnati.

Il vostro cammino è insieme, ma non è lo stesso. Siete su due vie parallele, vi guardate e sapete cosa vi contraddistingue; forse non sapete ancora mettere insieme il vostro bagaglio. Non per renderlo più pesante, ma per portarlo mano nella mano.

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