Una vita a foglietti

Zafon – Il gioco dell’angelo

zafonCava 6/5/12

Se una mattina ti portano un libro per farti notare una definizione sull’invidia, se tu “per caso” decidi di leggere qualche altra pagina e arrivi proprio lì, a quella che ti dice cosa devi fare, se andando avanti, visto che non si abbandona, realizzi che c’è scritto molto del tuo concetto del leggere e dell’importanza dei libri, puoi arrivare alla conclusione che questo è un libro per te. Poi fai qualche considerazione, forse la trama è un po’ esagerata, è un giallo con la storia d’amore ma forse alcuni passaggi sono dati per scontati e un po’ tralasciati; ma poi, nella presentazione del libro e dell’autore, scopri che si tratta di Carlos Ruiz Zafon, già autore di una precedente fatica che ha girato il mondo, e che ora, con questo “Il gioco dell’Angelo”, si conferma scrittore di portata planetaria. Sicuramente preferisco Faletti. Un giallo con risvolti sentimentali è materia molto meglio trattata dal nostro italianissimo autore: la scrittura perfetta, ogni cosa spiegata anche scientificamente senza ombra di dubbio. Ma a Zafon devo riconoscere di aver toccato tasti un po’ impolverati nella mia mente e nel mio cuore. Se volete credere che i libri hanno un’anima, come lui afferma, auguratevi di trovarne tanti come questi, che all’improvviso, tra le righe di una pagina, vi riveleranno il disegno nascosto dei vostri sentimenti.

Se discuto alcuni passaggi, e non per competenza, ma come lettrice con un pensiero, non posso comunque non essere grata a quest’uomo per avermi dato, in un momento così particolare della mia vita, un aiuto insperato. E potrei pensare che il mio grazie non gli arriverà mai, ma non è così. Nel cuore di uno scrittore o di chiunque catturi su un foglio pensieri che vagano nella mente partendo dal profondo, c’è già la convinzione che il suo lavoro aiuterà qualcuno. Ognuno in modo forse diverso, ma lo farà. E per questo merita un ringraziamento profondo.

Note durante la lettura:

Ci sono alcune pagine di una bellezza speciale. Il discorso funebre al signor Sampere, credo vero protagonista della storia, racchiude il senso della vita e soprattutto della vita di chi ama libri e lettura.

Ma è un libro giallo o religioso?

Corelli è la tentazione alla quale l’uomo cede sentendosi giustificato o da un incarico o da un guadagno o da una lusinga

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