Una vita a foglietti

II Edizione di Lola & Friends

Lola IIDa Vivimedia

L’imprevisto tecnico a inizio serata, è un po’ come quelli della vita. Arrivano all’improvviso e ti cambiano i programmi.  Per iniziare la serata della seconda edizione del “Lola & Friends”, mi sembra un segno. Per ricordare, per riflettere. Come a Lola le cose nella vita possono capitare quando non te le aspetti, sta a te poi imparare a gestirle.

Venerdì 4 dicembre, siamo ospiti della Mediateca Marte,  il nostro  immancabile eccellente “presentatore” è Franco Bruno Vitolo, ed è lui che camuffa i problemi e li fa diventare intrattenimento. Pazientiamo e finalmente si inizia con una “sigletta”, come in ogni spettacolo che si rispetti. In realtà è la Danza dei giocattoli di Coppelia e bamboline di carne ed ossa, anche se davvero piccole piccole, vengono portate in scena da una di poco più grande. Quando un trenino di altre donnine in tutù passa tra di loro, prendono vita ballando con tali sorrisi e così grande gioia, da nascondere tutto il resto. Alle loro spalle la bambola più grande, che resta in scena da sola e ballerà per noi con i suoi movimenti meccanici, ma che serviranno per aspettare che le piccole ritornino con in mano peluches, svelandoci il tema della serata: il dono. Come quelli che hanno riposto in una grande cesta e che allieteranno il Natale di bambini meno fortunati.

In questa serata così particolare, così intensa ma anche così coinvolgente, per le problematiche che mette in evidenza, non potevano mancare le istituzioni. E Franco Bruno invita per primo il sindaco Vincenzo Servalli, poi arriverà anche l’assessore Autilia  Avagliano. Insieme ai saluti, ribadiscono uno slogan tipico dell’amministrazione “Nessuno resti solo” ed è sempre con riferimento alle numerose attività che l’Osservatorio delle politiche sociali attua sul territorio e quello che Lola e la sua associazione riescono ad alimentare. Perché le donne non si fermano mai, per questo vengono chiamate giovani studentesse dell’Istituto Della Corte Vanvitelli e la loro direttrice Franca Masi a leggere una poesia di Lola che avevano anche recitato in Comune in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.

Ma in sala c’è anche un’altra persona che porta un dono a Lola, ed è Marco Galdi.  Stasera viene per mantenere una promessa fatta la scorsa edizione, con la quale garantiva la sua presenza su questo palco in qualunque veste, da sindaco in carica o da semplice cittadino e amico. E così è stato, perché le promesse si mantengono e lui, da cantante e chitarrista, ci regala una performance particolare e in grande compagnia: Margherita De Angelis, soprano del San Carlo di Napoli, ma stasera amica d’infanzia di Lola. La loro esibizione, con Io te vurria vasà, fino a Era di Maggio, regala emozioni e sorprese. Ci sono voci che ti portano là dove sono nate le parole. Dietro gli occhi chiusi di Margherita c’è la visione di quell’amore che sta cantando con una voce che fa venire i brividi.

Alla fine c’è anche l’abbraccio tra i sindaci. Il passato e il presente  e io non posso non ammirare la capacità di Franco Bruno nel saper miscelare ingredienti di ogni tipo e farne venir fuori sempre dei dolci speciali.

Una persona che non può mancare è Erika, la reale coprotagonista (insieme con Mara-Lola) dell’ultimo libro di Lolita “In punta d’ali”. Rumena, ma da anni in Italia, è una delle sue assistenti. La loro amicizia, le difficoltà che hanno dovuto affrontare, hanno reso il loro rapporto molto più forte di quello che può essere un incontro di lavoro. Si sono regalate entrambe qualcosa di importante. Ed è a testimonianza di quest’ulteriore “dono” che Erika ci parla della forza che Lola le trasmette tutti i giorni: vederla combattere, ci insegna che la vita è questa e va vissuta sempre. Ascoltare gli altri è una condizione fondamentale per entrarci in sintonia. “Lei mi ha dato valori, mi ha dato fiducia e mi ha insegnato che per vincere si possono fare compromessi.”

E tu cosa hai dato a Lola? Prevedibile ma ineludibile la domanda . “Affetto, pazienza e serenità me l’ha detto proprio lei e ne sono lieta e fiera” .

Con tante donne protagoniste, non mancano battute sulla forza che ci accompagna e di come sia molto più difficile farci arrendere di fronte ad un problema. Ma sempre Franco Bruno, sa trovare altre chiavi di lettura e saluta Gerardo Ardito, responsabile di Cava Notizie, presente in sala e ci ricorda che in questo mese si festeggeranno i 100 numeri del giornale. Un traguardo che rende merito anche all’altro sesso!

E si presenta poi Danilo Della Rocca, protagonista del musical Giulietta e Romeo, giovane emergente nel panorama cavese come attore, ma stasera in veste di cantante (e dietro le quinte anche come tecnico). Ci regala due canzoni, Imagine e Meraviglioso. La prima, di un mostro sacro come John Lennon, dimostra il carattere del giovane, mentre la seconda rende giustizia alla potenza della voce che riempie la sala e trapassa tutti. Ottima impressione.

Dopo questa scorpacciata di voci, non poteva mancare Carla Russo, amica storica di Lola e sua portavoce “poetica” anche in altre iniziative. Ancora, stasera, sarà lei a far rivivere una delle poesie di Lola “…il nostro animo è già un dono…” , nostro compito è la responsabilità del cosa usiamo per nutrirlo.

Ci sono persone che sono parte attiva della quotidianità di Lola. La loro presenza è sempre un “dono” e devono essere presenti sul palco: Maria Rosaria D’Arienzo, sorella di Lola, con Antonietta Preziosi, Maria Luciano e Lorenza….. Fanno parte dell’Associazione Amici di Lola e sono le “braccia” che permettono la realizzazione dei pensieri di Lolita. Una delle cose di cui vanno particolarmente orgogliose sono i Corsi  che organizzano per formare nuove persone all’assistenza dei malati a domicilio. Con l’aiuto di medici e professionisti  vari, vogliono andare a riempire quelle lacune, spesso voragini che si aprono quando un malato viene trasferito a casa dopo ricoveri ospedalieri che non permettono più una vita autonoma. Per chi dipende da apparecchiature è fondamentale essere assistito da personale qualificato perché alla loro preparazione è affidata la vita o la morte.

Il loro intervento è sempre importante ed illuminante. Antonietta, che include anche Maria in questa gratificante manifestazione d’affetto, riconosce che i loro sforzi si concretizzano grazie alla forza che Lola regala a tutte ogni giorno, con le sue continue idee che non permettono momenti di pausa. (È già in programma un libro di ricette…)

Ma con Lola una delle cose che non deve mai mancare è il ballo e Carmela Bucciarelli, che gestisce la scuola di ballo Coreia fondata proprio da Lola e ancora oggi diretta anche da Lola, ci ripropone la bellissima danza di Palladio. L’avevamo ascoltata nella serata di Vietri. Qui non ha lo stesso spazio per volare ma si sprigiona lo stesso nei passi e nei gesti delle giovani ballerine che raccontano storie di forza e di lotte.

Arriva poi un’altra giovane assistente di Lola, Veronica Casoria. Anche lei ha scelto di donare la sua voce per questa serata, scegliendo una canzone della Pausini ed un’altra di Emma. Due testi intensi, parole che non si possono ripetere quando manca la persona  a cui devi rivolgerle. Forse la soluzione è dirle lo stesso, rivolgendole a volo e sperare che vengano raccolte da chiunque le trovi adatte alla sua causa. Tu non le avrai rinnegate e altri ne faranno tesoro. Qualcuno dietro le quinte si scatena sulle note di Emma e mi fa piacere. Mi regalano un sorriso mentre invece pensieri pesanti si stavano accumulando su parole che non possono lasciare indifferenti. Ma per Lola “non ci vogliono lacrime ma solo sorrisi,” come diceva una persona che la conosce bene come Anna Maria Morgera.

(Una nota tecnica a volo e un pensiero a Dino Santoriello che anche quando non è responsabile, diventa indispensabile per risolvere problemi pratici: tra poco lo vedremo girare con mantello da supereroe per aggiustare un altro intoppo tecnico)

È ora il momento di invitare quella che il presentatore definisce “la nostra regina delle citazioni” Emma Persiano. I suoi interventi sono già pezzi di storia nelle serate di Lola e non solo. Donna dalla cultura eccezionale, stasera viene lasciata libera di raccontarci la sua idea di dono.”Quali sono i doni di Lola? Il primo sono i suoi occhi. Lei ha saputo fare della sua vita un’opera d’arte. Anche il dolore è un dono perché ti invita alla riflessione sulla vita. La vita è oscura ma non è cieca, il disegno c’è sempre. Una delle battaglie che ogni uomo dovrebbe combattere è quella per colmare il deficit d’amore che c’è nel mondo. Guardare con occhi attoniti altri occhi pieni d’amore. Vengono sprecate tante parole inutili per riempire spazi fatti di nulla, mentre quando c’è sincerità, di parole ne bastano davvero poche. L’arte fa parte del disegno per trasformare il mondo e quello che vediamo è uno spettacolo di ottimo livello. Noi siamo insegnanti, come lo è stata Lola e per insegnare bisogna essere ottimisti”

A Franco, dopo l’intervento della Preside, viene spontanea la frase: “Anche Emilia Persiano è un dono” e noi ne siamo assolutamente convinti quanto lui.

Ma la serata ancora regala emozioni e le note de Il valzer dei fiori tratto dallo Schiaccianoci, introducono nuove ballerine. La tenerezza di quei volti attenti e seri è troppo grande. Ognuna ha in mano una rosa, ma tutte loro sono dei giovani fiori che dovranno sbocciare.

E ancora Carla e la sua voce calda a leggere la traduzione del testo che tra poco Margherita canterà: Oh notte divina. Un altro inno all’amore, alla sana convivenza. E Margherita sa, con le sue interpretazioni fatte con il cuore, regalarci tutta questa passione. L’applauso aspetta che anche l’ultima nota si spenga per partire, per non perdere nulla di questa meravigliosa esibizione.

Ma Carla non è solo interprete di poesie e testi. Dirige un nuovo gruppo teatrale gli Emotion on stage, che stasera si esibiscono per la prima volta nel loro debutto mondiale e ci dedicano uno sketch  su testi di Jovanotti. Divertenti, emozionati, entusiasti.

Manca poco ormai alla fine della serata e tutti noi stiamo aspettando ancora qualcosa o meglio qualcuno. Sappiamo che uno dei grandi amici di Lola è Manuel Foresta, rivelazione alla trasmissione The Voice con Raffaella Carrà. Anche l’anno scorso ci aveva deliziati con la sua presenza e non si è tirato indietro neanche questa volta. Anzi.

Inizia con una canzone di Edith Piaf il cui testo racconta di vite volutamente trascorse dietro finestre,  e il richiamo a Lola, obbligata all’immobilità fisica, è immediato.

È un professionista. Accompagnato “solo” dalla chitarra di Stefano Torino, ci regala la sua voce pulita e profonda. Che sale e sembra di guardare attraverso quella finestra, una serata piovosa, poca gente per strada, pochi ombrelli a coprire passanti frettolosi e infreddoliti. A volte, in una voce che canta un testo che non comprendi, puoi trovare lo stesso un racconto, una storia. E capisci il grado di bravura che racchiude.

La seconda “Li chiameremo sogni” che Zibba ha scritto per lui, la capisco. Non devo inventare nulla, devo solo sentire il calore che mette nella sua musica e nella splendida voce che ha.

Ma ci regala anche la sua idea di dono. E racconta che una sera, dopo un concerto, quando era ancora convinto di non poter essere in grado di scrivere testi, è stato praticamente “folgorato” da parole che si sono materializzate nella sua testa dalla prima all’ultima creando una canzone che poi è diventata Cecilia. E quella folgorazione è stato il suo dono, ciò che ha liberato la sua creatività. E ce la regala.

 

Ritmo jazz. Lui canta e lo vedo cambiarsi d’abito. Giacca scura e papillon, atmosfera da  night, ospiti ai tavoli silenziosi a bere un whisky.

Ma è sempre lui. Tre canzoni. Tre viaggi. Tre sogni. Grazie.

Anche Franco Bruno sottolinea la disponibilità di Manuel. Gli cede ancora il microfono e ne approfitta per ringraziare, perché apprezza l’idea di far parte di questa grande famiglia allargata che una persona speciale come Lola ha saputo costruire. Per non essere mai sola, ma per non lasciare mai solo nessuno.

La chiusura è d’obbligo per Margherita e la Forza del destino di Giuseppe Verdi. Ancora musica e ancora la danza, con le ragazze più grandi della scuola di Carmela. L’emozione è davvero alle stelle a questo punto.

Destino non è fatalismo, è il disegno di un altro. Per Lola è stato tremendo, ma ognuno lo deve accettare, nel bene e nel male.

Ma la serata non finisce così. Franco ha portato dei vecchi video. Uno è per Carmela Bucciarelli durante un’esibizione storica in cui balla uno splendido valzer con una bambola legata al suo corpo. Esibizione notevole, da grande professionista in pectore.

L’altro è un frammento da Il sorriso di una nuvola, un video realizzato da Franco Bruno Vitolo in occasione del cinquantesimo compleanno di Lola. Tanti volti di persone che ho conosciuto da poco e che ancora sono vicine a lei. Ma oltre al “dialogo” tra Lola e quell’orologio che è il suo panorama di ieri oggi e domani, l’immagine che mi è rimasta profondamente impressa è stata vederla salutare le sue alunne dopo un’esibizione in teatro. Quando ancora poteva abbracciarle e ringraziarle. Io non la conoscevo allora e non ho ricordi di quell’altra sua vita, ma quell’immagine mi ha come confermato l’esistenza di un prima e un dopo. E mi sono rimasti pensieri, come sempre.

Lola ti obbliga a pensare. Con lei che vigila su ciò che si fa o non si fa, non puoi rimanere né immobile né indifferente. Gli occhi, “quell’opera d’arte”, come sono stati definiti, seguono con attenzione il lavoro da fare per non dimenticare. La sua immobilità è la nostra spinta.

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