Una vita a foglietti

La Scandinavia unita

Abbiamo bisogno di esempi positivi. Nel nostro quotidiano, non c’è posto per null’altro che non sia truffa, violenza, contraddizione. Forse per questo continuiamo a veder proliferare tanto male e tanta corruzione. Ma la vita di ognuno di noi non è fatta solo di queste cose, ne sono certa. Dovremmo solo farle venire a galla un pò più spesso.

Cava 10/7/2012

Non solo la Norvegia, ma la Scandinavia tutta, combatte l’uomo che li ha più feriti. Leggo questi articoli e resto davvero ammirata. Un popolo che ha deciso di cantare una canzone per “punire” l’uomo che, in nome di un pensiero, ha ucciso 77 persone. Non violenza, non grida, ma un canto che è l’emblema contro cui il killer ha puntato il dito. Eppure la coerenza di questa gente, si manifesta nello stesso colpevole.

Noi qui siamo abituati a vedere rinnegato tutto, solo in nome del proprio tornaconto. Oggi sei di qua, domani dall’altra parte, tutto si può fare purchè ci sia un nostro beneficio. Eppure questo “pazzo”, che avrebbe sicuramente da guadagnare vedendosi riconoscere “incapace di intendere e di volere” (teoria così amata dai nostri avvocati!!!), afferma che quella sarebbe la cosa più grave per lui, perché andrebbe a mettere in discussione il suo pensiero e le sue scelte.

Non spetta a me giudicare una tragedia che si commenta da sola e non ha nessuna giustificazione, ma rifacendosi ad una coerenza, che oggi manca quasi del tutto nella nostra società, forse ci accorgiamo che siamo caduti così in basso, da dover avere “come esempio” addirittura un assassino.

E se pensate che la provocazione sia  esagerata, leggete la cronaca dei nostri giorni, le prospettive del nostro domani e vedete quanti assassini in libertà noi paghiamo da anni. Assassino non è solo colui che materialmente ti toglie la vita, ma anche chi ti toglie la speranza, la prospettiva di una vita non dico migliore, ma di una vita da poter vivere, sudare, conquistare. Noi oggi siamo ostaggio di gente senza scrupolo, che non sa cos’è l’etica e la morale. Ma soprattutto siamo un popolo in cui non si vedono più radici, senza più orgoglio e forse, cosa gravissima, senza speranza comune. In ognuno di noi è troppo forte l’idea di risolvere solo il problema personale, tanto da non capire che siamo stati buttati nell’oceano e se non remiamo insieme, non credo che avvisteremo “Terra”.

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