Una vita a foglietti

Piccole parole

carta e pennaDovevo solo scrivere poche righe. Poche piccole parole che raccontassero una persona. Non una qualunque, ma una speciale, come può esserlo solo un papà.

E le ho trovate. Ne ho scelte poche poche, ma hanno aperto una grandissima ferita.

Mi sono accorta di tutto quello che non gli avevo potuto dire. Ho realizzato quante cose sono rimaste in sospeso, quanti ricordi avremmo dovuto tirar fuori nei lunghi pomeriggi e nelle ore passate a tenerti la mano, a leggerti un libro, ad alleviare le tue sofferenze.

Come sarebbe stato bello dirti grazie per quei libri rossi, dal contenuto così grande per delle menti così giovani, ma così ricchi da restare indelebili. Come mi sarebbe piaciuto chiederti il perché di tanti no e raccontarti quante sciocchezze causavano. Ti avrei svelato quello che rappresentavi per i tuoi nipoti che ti adoravano e come era bello vederti contento come un bambino quando preparavamo le feste per te. Tutto è stato immensamente grande per noi, tanto grande da non conoscere mezze misure, tanto grande da non consentire compromessi.

Si, tante cose dovevamo dirci. Ma non l’abbiamo fatto e so che sarà un buco profondo dentro il quale cadrò spesso, uno dei tanti disseminati sul mio cammino.

Ma è così che va la vita. Regala e toglie, non so se in egual misura ma fa tutte e due le cose. Per certo.

E quello che succede si deve accettare, come devo accettare che non avrò nessuna occasione per rivederti ancora e forse l’ultima cosa che possiamo fare per te, sarà farti tornare per un saluto in un luogo a te familiare, con persone che ti conoscevano.

Tu intanto, trova un posto dove aspettare i nostri pensieri, un posto tranquillo dove potrai svelare i tuoi veri  sentimenti, senza filtri, senza minacce, senza bugie.

Sarà lì che si  incontreranno le nostre confidenze e finalmente ci racconterai la vera storia della tua vita.

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