Una vita a foglietti

Il compleanno festeggiato e quello dimenticato

Non scrivo da un po’, ma vi garantisco che i pensieri sono tanti.

Avrei potuto farlo per mille occasioni ovviamente, dalle più serie a quelle apparentemente più banali. Eppure la spinta mi è venuta da un post che ho letto.

Post con seguito di commenti e complimenti. Un compleanno, una festa, una bella frase sentita o copiata o chissà. Ma di quelle che sono lunghe più di dieci righi e chissà se qualcuno l’ha veramente letta.

Io amo le dediche scritte per i compleanni, per le feste. Io ho usato tantissime volte foglietti per raccontare un sentimento, un’attenzione verso una persona che in quel preciso momento, per svariati motivi, diventa particolarmente speciale. E quindi dovrei essere tra quelle felici nel vedere parole a testimonianza di un affetto. Anche perché quando l’amore è quello di una madre, assume contorni speciali. Molto speciali. E quella mamma deve essere anch’essa speciale, se ha così tanto desiderio di raccontare al mondo, o almeno ai suoi lettori, di quanto amore  ha nel cuore.

Tutto meraviglioso. Ma c’è qualcuno tra i suoi lettori, in maniera del tutto casuale, che quel post lo legge per intero, legge anche i commenti non solo di amici, ma anche di parenti e che quindi certe date dovrebbero averle maggiormente impresse, o forse no, questo non posso darlo per certo. Ma qualcuno sa. Sa che quella data che viene ricordata come il giorno della gioia profonda, come riconoscimento e gratificazione di una vita è davvero un numero speciale: un giorno in cui quella mamma ha dato alla luce, in anni diversi ovviamente, anche un altro figlio!

Ci credete voi? Può mai essere che quella mamma così amorevole, così pronta a sforzarsi di trovare frasi appropriate a raccontare un affetto così profondo e totale, possa aver dimenticato l’altro evento?

Forse lo avrà scritto da qualche altra parte. Forse avrà usato un altro mezzo per comunicare. Forse sarà stata più prudente nell’esprimere così tanto amore. Forse…

Forse è solo una mamma un po’ sbadata, che non si accorge delle profonde informazioni errate che si pubblicano sui profili; che forse, troppo presa dall’osannare qualcuno, perde di vista la quotidianità di altri.

Forse è solo un’altra delle mamme, spero poche, ma non sono poi così poche, che cambia la realtà, la stravolge, pur di non ammettere che quella luce abbagliante di cui ricoprono i figli, è solo fuoco: un fuoco che brucia, distrugge, isola e causa ferite che neanche il tempo potrà mai guarire.

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