Una vita a foglietti

Con “Luna d’Amor mutevole” riprende la Rassegna Teatrale Arte Tempra

Una lunga pausa ci separa dall’inizio di questa Rassegna Teatrale 2019 2020 di Arte Tempra, che è una continuazione dello scorso anno, ma che proietta verso il ventennale di questa scuola che tanto ha regalato alla città di Cava. “Luna d’amore Mutevole” apre questo nuovo anno all’Auditorium De Filippis dell’Istituto Della Corte. La luna dunque protagonista e, come diceva in un’intervista Renata Fusco, che dello spettacolo ha curato testi coreografie e regia, essa è protagonista anche della sua vita, essendo nata nel giorno dell’allunaggio, come un segno di forte appartenenza. E cosa poteva comparire sul sipario del teatro se non una luna, nel buio della sala? Alle nostre spalle parte una voce, la riconosco come quella di Gabriele Casale; le ombre mi raccontano i suoi gesti nel buio ma non guardo. Prima che mi possa superare, so già chi si nasconde sotto il cappello a falda larga e il lunghissimo naso: Cyrano de Bergerac! La scena che si scopre è dominata da Francesco Savino prima nei panni di Astolfo e che poi sarà Cristiano, circondato da Maria Carla Ciancio,(Isotta, Suor Clara), Giuliana Carbone (Giulietta, Rossana), Carmine Squitieri, (Orfeo, Ragueneau), Luca Capaldo, (Tristano, Le Bret), Gerardo Senatore (Romeo), Antonietta Calvanese,(Euridice) e Luciana Polacco (Didone, Suor Marta) In questa prima parte saranno tante le citazioni alla Luna, agli amori sofferti che solo in sua presenza hanno trovato briciole di vita “Amori vissuti solo nella notte”. Le sofferenze di Orfeo che, per salvare Euridice dalla morte, promette di restare fedele al patto di non parlarle e di non guardarla durante la risalita dagli Inferi, ma non riesce a sottrarsi alle preghiere dell’amata e cede al suo sguardo, di fatto uccidendola. Anche Tristano e Isotta, Giulietta e Romeo raccontano le proprie pene d’amore e Didone, con la solita grande presenza scenica di Antonietta Calvanese, racconta la delusione per l’abbandono di Enea, la morte per mezzo della sua spada e la vendetta chiesta al popolo cartaginese. Questa la prima parte. Non me ne vorranno i ragazzi, come sempre impeccabili, ma il secondo atto lo abbiamo vissuto con un trasporto completamente diverso.

In scena Cyrano e Rosanna: Gabriele e Giuliana. La storia di Cyrano la conosciamo tutti: la bellezza del volto e il vuoto dell’anima, la bruttura del corpo lo splendore dell’anima. Chi vince in questa lotta? Stasera direi che ha vinto Gabriele, in una performance assolutamente superlativa. Incredibile il patos che ha saputo creare nella platea. Noi sapevamo perfettamente cosa sarebbe accaduto, ma eravamo in fibrillazione per le sue parole, il suo ultimo respiro, la scoperta dell’amore da parte di Rosanna, gli anni trascorsi a mantenere un segreto credendo di non meritare un amore così totale, così assoluto. Una pena. Una pena che ci è entrata nel cuore, che ci ha provocato dolore, che ci ha resi muti. Una cosa magnifica. Una prova eccellente, non di certo la prima, ma che ha toccato un livello di maturità e consapevolezza davvero di assoluto rilievo.

All’improvviso, e ancora non me ne vogliano gli altri, ma sono talmente bravi e consapevoli da saperlo riconoscere da soli, tutta la serata si è racchiusa in quella sofferenza, in quella morte, in quell’anima pura, in quella lettera “…bagnata dal mio pianto e dal sangue del suo amore” “Cyrano che fu tutto e non fu nulla”. Ebbene in questa serata Cyrano è stato tutto. I complimenti che gli rivolgiamo sono sinceri e meritati e in uno scambio di battute, sottolineiamo l’attualità del soggetto Cyrano in questo mondo virtuale vorticoso in cui svolazzano parole e frasi bellissime, piene di profondità e significati, scritte sì da grandi Maestri di vita, ma che vengono riprese, usate e strumentalizzate da chiunque, soprattutto da chi non riconosce in quelle parole il senso del proprio agire. Una serata che è sembrata spezzata in due, ma che ci lascia andar via con il solito carico di riflessioni, di piacere e aggiungo di speranza: che un giorno Clara Santacroce e Renata Fusco, possano decidere di regalarci l’opera completa, sapendo che Gabriele sarà, ancora una volta, il nostro magnifico Cyrano de Bergerac.

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