Una vita a foglietti

“Domani è un altro giorno”

Cava, primavera 2012

Uahoooooooooooooooo.

E’ un urlo che mi sale dal profondo. Cos’è che mi sta succedendo. Come posso sentirmi così?

Sono un bicchiere di cristallo nella gabbia di un elefante, ma anche la roccia che difenderà il castello.

Cosa sono queste onde che attraversano il mio corpo? Ho quasi paura, non mi muovo, questo terremoto che ho dentro credo che possa svegliare chi è vicino a me. Abbasso il respiro, ma niente è diverso intorno a me, non succede niente. Non può essere così devastante una sola sensazione, delle piccole folate di vento non possono minare le fondamenta di una casa. Perché di questo parliamo. Piccoli petali di pensiero che sono arrivati fino a me.

La forza e la paura, la certezza e il dubbio, tutto questo mi si è aperto davanti. E mi sono perso.

Mi sento custode di un giardino in un giorno di grandine. Quei fiori sono belli, si sono dischiusi davanti a me, mi hanno regalato il segreto dei loro colori, ma cosa posso fare di fronte alla delicatezza del loro essere in balìa di forze che non posso governare?

E mi sembra già di vivere il mio futuro tormento.

Mi sarà permesso di proteggere quei fiori? Sono custode e non proprietario, sono colui che vede fiorire il suo giardino ma non può raccoglierne i fiori. Non avrei creduto che io, proprio io, avrei vissuto tutto questo un giorno. Non sono un cuore arido, ho preferito indirizzare la mia vita in una sola direzione, o forse ho spinto le mie scelte verso quell’unica direzione.

Neanche questo ora mi è così chiaro.

Mi è esplosa dentro una bomba. Ci sono cocci ovunque e invece non se ne deve vedere nessuno.
Cosa sarà domani?

Una famosa Rossella diceva “Domani è un altro giorno” e così sarà.

Ma come sarà è la mia preoccupazione.

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