La Messa di Natale

Ciao Marco, questa pagina è per te. Sai che saremmo dovuti essere tutti insieme alla messa di Natale, ma noi non siamo arrivati in tempo. Mi sono davvero sentita in colpa per questo, ma mentre ti parlavo a telefono, già speravo di trovare un modo per farti un regalo “riparatore”.
E sai bene che i regali che penso, poche volte hanno a che fare con gli oggetti, per cui queste parole sono il mio regalo di Natale per te.
Chiesa di San Lorenzo, e già sai cosa significa, e il mio quaderno che in molti possono imaginare fuori luogo in una chiesa, sempre qui con me.
Padre Giuseppe non legge il Vangelo, lo ascoltiamo direttamente per l’omelia, quella che ci manca tanto…
Inizia così: “è un Natale strano, ma è Natale”.
Il Vangelo ci ha parlato della LUCE e lui riprende questo termine, perché la LUCE è la misura di tutto, è di certo la misura della Vita, sempre.
“Veniva nel mondo la LUCE VERA e le tenebre non l’hanno vinta…”
Perché LUCE VERA? Esiste anche la LUCE FALSA?
E questo Natale per me cos’è? VERO o FALSO?
Abbiamo avuto la percezione di qualcosa che ci è stato tolto, e di sicuro è stato così per altri aspetti, ma l’idea del Natale che illumina i cuori, quella, davvero nessuna legge umana può oscurarla. Il Natale, per chi crede, è la luce della vita e quindi c’è una domanda da porsi:
qual è la luce dei miei occhi? Come guardo la realtà? Quale filtro uso?
Quando Gesù è nato, ha cambiato la nostra vita con la SUA LUCE, che noi dobbiamo imparare ad utilizzare per illuminare il nostro cammino.
In tutto c’è LUCE, ma noi dobbiamo ricordarlo sempre. Giovanni ci aveva anticipato il Natale con l’annuncio del VERBO che si è fatto carne, ma non è solo un discorso teorico, perché Dio per davvero diventa uomo come noi.
La prima lettura riportava una frase “Ci è stato dato un figlio…”
Quanti di noi hanno provato la sensazione di essere genitore?
Noi sappiamo davvero custodire, crescere, tutelare questo Bambino? Noi da sempre cerchiamo aiuto presso Dio, ma Lui, quando è arrivato come un Bambino, ha trovato presso di noi la giusta accoglienza? Lui, che diventa fragile e debole come noi, che si è affidato a noi, che riparo ha trovato presso di noi?
Dio si fa custodire in tutta la fragilità della nostra Vita e le persone con cui dobbiamo cercare il contatto sono quelle vicine a noi: è il nostro PROSSIMO che ha bisogno di aiuto.
E dopo queste parole, che già mi sembrano una lettura speciale, profonda, che ci responsabilizzano verso le nostre scelte, i nostri comportamenti, padre Giuseppe ci lascia un altro regalo e una considerazione su cui meditare a lungo: una poesia che io vi aggiungo per intero e solo una delle sue frasi di commento.
TUROLDO DAVID MARIA (1916-1992)
Potere tu perdonaci
Ma tu non avevi lacrime,
a noi invece era dato
piangere.
Questo, forse, ti ha sospinto tra noi?
Non ti apparteneva
il fiotto azzurro di queste
vene che pure
avevi scavato nella nostra carne.
Tu senza misteri,
tu senza il rischio di questa
esistenza sempre giocata
nell’incertezza del tempo defettibile,
nella continua paura
di non esistere.
Tu dovevi essere felice
e noi perduti.
Cosi sei venuto a cercare
i cibi delle tue creature maledette,
a farti
carne di peccato mentre ti donavi.
E ciò solo noi t’invidiamo: questo
potere tu perdonarci.
“Dio aveva già tutto, ma per essere come noi, gli mancava il DOLORE, e si è fatto uomo per comprendere anche quest’ultimo tassello.”
Sai Signore cosa penso? Noi ti troviamo nella grandezza degli uomini che sanno leggere più di noi le Tue grandi azioni, e ciò che trovano riescono poi a spiegarlo a noi esseri più piccoli, ma comunque in attesa di capire sempre un po’ di più il Tuo vero messaggio.
Caro Marco, pensavo di averti tradito e invece venivo a cercare una Parola anche per te. Eccolo qui il regalo di Natale che faccio a te e a chiunque voglia apprezzare una riflessione sul Natale, sul nostro essere cristiani sempre o solo quelli delle feste.
Penso questo mentre inizia la celebrazione dell’Eucaristia e dal coro arrivano bisbigli di parole quasi incomprensibili, ma dolci, dolcissime, lente, a coprire il suono di un violino delicato che mette il suo archetto sul mio cuore e mi regala piccole lacrime di un’emozione che mi mancava da tanto.
Buon Natale
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