Una vita a foglietti

L’Avvento… e la pubblicità!

2 dicembre, prima domenica d’Avvento, tempo di preparazione e quello che maggiormente cerco in questi giorni, è un senso di pace. Arrivo in Chiesa e mentre inizia la funzione, mi ritrovo, come spesso mi accade, a sorridere. Perché qui, quello che cerco, io lo trovo per davvero.

Quel calore al centro del petto, quella serenità che mi regala forza e speranza, che mi scalda un cuore che pure ha vissuto giorni pesanti. Ma non ha mai perso la fiducia. Felice e il suo cuore ballerino, la casa che non sembrava la stessa senza di lui, quasi estranea, che non mi ha permesso per molte ore, di fare ciò che faccio di solito. Era “quel solito” che mancava.

Per questi giorni passati così, ero ancora più desiderosa di arrivare in Chiesa, perché lì c’è un’accoglienza particolare. Lì ci sono mani che ti spogliano dei tuoi  fardelli, che ti danno da bere quando hai la gola secca, che ti fanno una carezza sulle mani gelide. Quella Chiesa per me è casa.

E sono bellissime le parole dell’omelia, il richiamo ad un bimbo che è già nato e che noi dobbiamo festeggiare a testa alta, con la voglia e la forza di sapere e volere affrontare le prove della vita, senza nasconderci, senza abbassare il capo e rischiare di “morire di paura quando arriveranno catastrofi e dolori”. Il Signore ci ha fatti forti perché ci ha dato speranza. La fede è luce, è guida. E noi dobbiamo esserne testimonianza ed esempio. Umili e forti, così ci vuole il Signore. Sono inutili anche le battaglie dell’apparenza se poi non sappiamo difendere il nostro credo con la vita che conduciamo.

E mi viene in mente una pubblicità! Strano accostamento penserete, ma io lo trovo assolutamente calzante.

Il Natale porta nuovi messaggi, abbiamo detto che è preparazione e per molti è anche momento di acquisti e regali. E le grandi marche cosa fanno? Pubblicizzano ovviamente i loro prodotti. E una grande compagnia telefonica, con un testimonial famoso e simpatico, che domanda ci pone? “Ma davvero si aspetta il Natale per l’albero? Per stare in famiglia? Ma no, il Natale si aspetta per i regali!”

Forse ora vi è più chiaro l’accostamento che ho fatto. Siamo in una Chiesa, non in un altro pianeta. Noi qui cerchiamo lo spunto per dare maggiore senso a questo avvenimento che dovrebbe solo purificare i nostri cuori, metterci di fronte ad un miracolo d’amore che continua da millenni, e invece, quello che è diventato, da moltissimo tempo ormai, è una corsa al solito mostrare.

Mi chiedo cosa pensano questi personaggi dei testi che sono costretti a ripetere. Sono “attori” che interpretano un ruolo come a teatro e quindi esenti da coinvolgimenti personali, o, da star quali sono, potrebbero avere voce in capitolo e, se lo pensano, chiedere di cambiare?

Domanda senza risposta e senza condanna. Solo presa di coscienza. Il punto delicato è la visibilità e la potenza del messaggio.

Io vengo in chiesa per scelta e ascolto e ragiono su quello che sento. La pubblicità passa indistintamente ad ogni ora del giorno in ogni casa e arriva alle orecchie di tutti, consapevoli e inconsapevoli. Quanto ti condiziona quello slogan? Quanto si è in grado di filtrare quel messaggio materiale, se quella “scatola magica”, la consideriamo depositaria di tutte le verità che regolano le nostre vite?

Ancora domande. Ognuno darà la sua risposta.

Ma puntare il dito verso una società con pochi valori e soffiare sul fuoco che la alimenta, sembra una contraddizione poco degna di un “popolo civile”.

Buon tempo di Avvento.

One thought on “L’Avvento… e la pubblicità!

  1. casasenatore

    Condivido in pieno. Frase infelice e senza senso. E credenti o meno che siamo, quel bambinello in gesso che ogni anno rinasce, andrebbe visto come “l’uomo” della storia che ogni volta ci ripete un incompreso messaggio d’amore.

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