Una vita a foglietti

Libertà. In un giorno di dicembre

È il titolo giusto per questo pensiero? Non lo so. So che mi piace pensare di essere libera di decidere cosa fare di questo mio tempo, di questa mia giornata che potrebbe essere vissuta per tanti motivi, in tanti modi, preparando tante cose e forse ricordando tutte le cose che sono accadute in questo giorno di tanti anni fa.

Tanti anni fa? Quanto sono lunghi cinque anni? O quanto sono corti questi stessi cinque anni? Sono un tempo. Sono uno spazio. È un contenitore dove sono state messe dentro tante cose che posso decidere di tirare fuori, di guardare in trasparenza, di sentirne il profumo, di provarne il dolore.

Eppure io scelgo di ascoltare la musica che mi ricorda mia figlia così lontana ma così parte di me. Di piangere le lacrime che non pensavo fossero avanzate, ma mi accorgo che si riproducono davanti al ricordo di un giorno sul calendario.

Di guardare i libri che condivido con mio figlio, e i pensieri e gli appunti che mi lascia dentro le sue agende liberamente in bella mostra sulla sua scrivania sapendo che non le aprirò mai senza il suo consenso, ma che so perfettamente quanta ricchezza contengono.

La mia libertà è questa mia vita che vivo come voglio. Come sento che vuole essere vissuta. Senza costrizioni, senza frasi fratte, senza vergognarmi di provare grandi amori, tanto dolore e allo stesso tempo tanta gioia.

Vivere penso sia fatto di giorni così: figli di giorni che sono vigilie per altri, di quelli che, normalmente, si scrivono per l’eternità su fredde lastre di marmo. Ma non sempre.

Nulla è certo fuori di noi.

L’unica libertà, ci è concessa solo da ciò che scegliamo di essere per davvero.

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